“Non diteci Bugie!”. È questo lo slogan scandito da una cinquantina di persone che questa mattina ha distribuito ai consiglieri regionali davanti a Palazzo Lascaris, a Torino, una busta di bugie, tipico dolce di carnevale, come protesta simbolica contro la modifica della legge sul gioco d’azzardo. A promuovere il flash mob sono stati i volontari di Libera, che hanno atteso i consiglieri fuori dal palazzo che ospita il Consiglio regionale, per distribuire loro le bugie insieme ad alcune card della campagna “Regione Piemonte: a che gioco stai giocando?”.

Un gesto simbolico per dimostrare la contrarietà di Libera alla proposta di modifica della legge n.9 del 2016, approvata nella passata legislatura, per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. La prima fase della campagna aveva coinvolto le scuole di tutto il Piemonte: il 13 febbraio erano comparsi striscioni e cartelli in 80 istituti, che riportavano frasi come “La scuola è un luogo sensibile, Piemonte a che gioco stai giocando?”.

“Tra le positive novità introdotte, citiamo il divieto di collocare le slot machine vicino a luoghi sensibili come scuole, banche, centri anziani; la limitazione giornaliera del gioco imponendo almeno tre ore di inattività degli apparecchi; l’introduzione di un Piano Regionale per prevenire ed intervenire sulla diffusione del gioco d’azzardo patologico. Proprio sul punto del cosiddetto distanziometro (ovvero la distanza minima da rispettare dai luoghi sensibili) si concentra la proposta di modifica. La norma, infatti, prevede l’applicazione di questa caratteristica agli esercizi pubblici e commerciali, ai circoli privati, a tutti i locali pubblici o aperti al pubblico, nonché alle sale da gioco e alle sale scommesse presso cui, alla data del 19 maggio 2016, erano collocati apparecchi per il gioco. La proposta punta a cancellare l’effetto retroattivo di questo articolo di legge. Di fatto, passasse questa modifica, tutti gli apparecchi da giochi spenti per effetto di questo articolo di legge potrebbero essere riaccesi, eliminando parzialmente un pilastro fondante della legge – si legge in una nota -. Abbiamo deciso di opporci a questa modifica, perché i risultati raggiunti nei soli primi due anni di applicazione sono positivi. Si è ridotto il volume del gioco d’azzardo, come le perdite dei giocatori e non si è avvertito un effetto di sostituzione del gioco a distanza. Inoltre, nonostante alcune critiche mosse, non esistono risultanze investigative che evidenzino l’aumento del gioco illegale per effetto dell’intervento della Regione Piemonte del 2016. È emerso invece, da alcune inchieste della magistratura, come le organizzazioni criminali abbiano tentato di intimidire alcuni amministratori locali che hanno messo in atto i dettami della norma o abbiano cercato di aggirare le imposizioni stringenti pur di inserirsi nel remunerativo mercato del gioco d’azzardo. Per questo ci chiediamo a che gioco stia giocando la Regione Piemonte mettendo in discussione una legge che ha prodotto buoni risultati. La posta in palio è altissima e potrebbe avere come effetto lo sgretolamento di un argine importante al gioco d’azzardo patologico, al sovraindebitamento al riciclaggio delle mafie nel settore”.