“La legge del 2016 ha diversi problemi. Ha realizzato un effetto espulsivo vietando il gioco vicino ai punti sensibili. Oggi si deve fare un ragionamento per modificarla, ma distinguendo i vari punti”. Lo ha detto in un’intervista a La Stampa Roberto Cota (nella foto), ex Presidente della Regione Piemonte, esponente di Forza Italia, in merito all’attuale legge sul gioco e alla pdl di modifica proposta dalla Lega.

“Le macchinette nei luoghi promiscui non vanno bene, per cui sui bar bisogna rimanere rigidi. Il discorso sui tabacchi è più complesso, perchè all’interno hanno già diverse attività di gioco. Ma anche su questi è bene procedere con prudenza. Per le sale slot invece va detto che parliamo di operatori professionali a cui bisogna consentire di svolgere la propria attività. Si tratta di imprenditori che hanno investito centinaia di migliaia di euro l’uno, che pagano le tasse e hanno un’attività collegata ai Monopoli di Stato. Non possono essere colpiti da un effetto retroattivo, per cui ne fanno le spese anche quelli che c’erano prima del 2016”.

E ancora: “In merito alle sale slot il distanziometro va fermato per chi aveva già fatto investimenti. Per il futuro va studiato un modo serio e più ponderato di distanziamento. Sulle limitazioni orarie non credo si debba intervenire, dato che ormai mi sembra un tema passato e digerito, visto che i Comuni possono stabilire orari più stringenti e ci sono già stati interventi dei giudici amministrativi”.

Infine: “Quando si parla di ludopatia bisogna ricordarsi che esiste anche il gioco illegale, che rischia di assorbire clienti con effetti pericolosi. Se si volesse optare per la tutela assoluta della salute bisognerebbe esprimere una posizione chiara e chiedere il divieto assoluto del gioco. Gli effetti patologici peggiori non si verificano nelle sale slot”.