“Siamo preoccupati per migliaia di lavoratori che operano nell’ambito del gioco legale e che, nel territorio piemontese, rischiano a macchia di leopardo il posto di lavoro. E’ necessario garantire un presidio di legalità e di buona occupazione, in modo tale da rappresentare per gli addetti una continuità lavorativa, necessaria anche per aiutare a contrastare quegli spazi dove si annidano e prolificano le offerte illegali. Dall’osservatorio che Ipsos e Luiss Business School hanno avviato sul settore del gioco, secondo le prime rilevazioni del progetto, nel 2020 con la chiusura dei punti fisici c’è stato infatti un significativo crollo del gioco in presenza del 41%. Sono aumentati invece i rischi per la pubblica sicurezza: le prime stime della ricerca fanno temere che l’aumento del mercato illegale potrebbe aver coinvolto fino a 4 milioni di giocatori. Come si legge sulla relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2019 della Corte dei Conti ‘la riduzione del numero degli apparecchi da intrattenimento stabilita delle norme nazionali, unita all’inasprimento delle limitazioni di distanze da luoghi sensibili e dagli orari di gioco da parte di norme regionali e locali, ha determinato una contrazione del mercato e un probabile incremento dei fenomeni illegali'”. E’ quanto scrive la Lega in Piemonte.