E’ stata redatto, e a breve inizierà il previsto iter di approvazione, il ddl di modifica alla legge regionale del Piemonte del luglio scorso in materia di gioco d’azzardo.

Le modifiche contenute nel disegno di legge sono state introdotte a seguito di numerose richieste dichiarimento pervenute dai Comuni e dagli operatori privati sulla l.r. 19/2021. Esse sono di natura esclusivamente tecnica e intendono rispondere a richieste interpretative, al fine di supportare i Comuni nella corretta applicazione della normativa. Tra le modifiche si segnalano quelle sulla formazione per la prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico, che contengono l’utilizzo di definizioni univoche rispetto all’equipollenza tra la formazione erogata dalle c.d. scuole superiori e quella erogata dal sistema regionale di “Istruzione e Formazione Professionale” (IeFP) che, ai sensi della normativa vigente, rappresenta una delle modalità per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione. La possibilità della disciplina della formazione finalizzata alla prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico con delibera di Giunta regionale, senza attendere l’approvazione del Piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio del gioco d’azzardo patologico di cui all’art. 6 della l.r. 19/21,
al fine di consentire agli operatori del settore di poter frequentare, in tempi ragionevoli, i corsi di formazione, che rappresentano la condizione per il mantenimento o l’apertura delle attività di gioco.

La verifica dell’identità del minore, anche con l’esibizione del documento di identità, in attesa che tutti gli apparecchi per il gioco siano dotati dell’idoneo lettore del codice fiscale o della tessera sanitaria.
Infine, altre disposizioni di modifica sono proposte al fine di rispettare l’impegno istituzionale del Presidente della Giunta con il Governo a seguito dell’accoglimento dei rilievi presentati dai Ministeri del Lavoro, dell’Interno e dell’Istruzione, per evitare una possibile impugnativa legata al contrasto con le norme costituzionali concernenti il riparto delle competenze legislative.