Dalla prossima settimana il Consiglio Regionale del Piemonte sarà impegnato nella votazione alla modifica della legge sul contrasto al gioco d’azzardo patologico che ha imposto la chiusura di moltissimi punti di gioco legale e che dal 20 maggio prossimo determinerà la cessazione di molti altri.
La legge andrà in aula mercoledì prossimo 14 aprile: per quel giorno le opposizioni stanno preparando una manifestazione con il sostegno di associazioni e cittadini.
Forte il disaccordo della minoranza. Giorgio Bertola ritiene la decisione “una maratona imposta della Lega per assecondare i propri interessi e quelli della lobby dell’azzardo. La lotta all’azzardopatia in Piemonte è efficace, lo dimostrano i dati diffusi da IRES Piemonte ed illustrati in Commissione regionale. Nella nostra Regione, a seguito dell’applicazione della legge, si è registrato un drastico calo dei volumi di gioco facendo risparmiare denaro alle famiglie piemontesi. Evidentemente alla Giunta Cirio non preoccupa neanche l’allarme delle forze dell’ordine sul rischio di infiltrazione mafiosa nel settore del gioco legale sfruttato per il riciclo di denaro sporco e non interessano le richieste disperate mosse da diverse categorie di lavoratori che chiedono alla Regione di attivarsi in fretta per risolvere le difficoltà economiche, niente ferma la furia distruttiva della Lega, che ha deciso di demolire pezzo per pezzo una legge che funziona, che fa del bene e che è d’esempio al resto d’Italia”.
“Il centrodestra – attacca anche Marco Grimaldi di Luv – intende farci tornare indietro al far West che regnava prima del 2016. Sappiano che bloccheremo l’Aula ad libitum, e non solo su questo. Lega e soci stanno tentando una corsa contro il tempo per mantenere le loro promesse elettorali e concedere una sanatoria indegna verso i grandi centri del gioco d’azzardo che oggi sono, in gran parte, fuorilegge. Non permetteremo che il cinismo e l’incoscienza di questi ‘negazionisti del gioco d’azzardo’ riporti le slot a ogni angolo, non permetteremo che ai danni della pandemia si sommino quelli delle macchinette più vicine alle fragilità che questi lunghi mesi hanno fortemente accresciuto. Difenderemo – conclude – con tutti i mezzi legali, la legge regionale che tutta Italia ci invidia e che ha portato meno slot nelle nostre città, meno povertà e meno ammalati senza variare i livelli occupazionali del settore”.
Molto diversa la posizione di Claudio Leone, Lega, che nei giorni scorsi ha ribadito l’assurdità di una norma retroattiva che non solo vanifica gli investimenti di centinaia di imprenditori ma mette a rischio tantissimi posti di lavoro. Con l’introduzione del distanziometro dai luoghi sensibili i locali dovranno infatti disinstallare gli apparecchi da intrattenimento a vincita di denaro. A supporto della tesi di Leone una serie di studi tra cui quelli della CGGA di Mestre e di Eurispes.