“Il centrodestra utilizza il “canguro” previsto dall’articolo 84, comma sei, del Regolamento, facendo decadere i nostri emendamenti e creando un precedente pericoloso per approvare a tutti costi una legge iniqua è sbagliata che, di fatto, riscrive la norma, senza comprendere le posizioni del mondo dell’associazionismo, degli ordini dei medici, degli psicologi e degli assistenti sociali che hanno più volte ribadito e testimoniato la validità della legge vigente e l’importanza di ridurre l’offerta di gioco e dei Sindaci che, con il nuovo testo, vedranno ridimensionato il proprio ruolo dal momento che perderanno la possibilità di influire su orari, distanze e determinazione dei luoghi sensibili. Ci troviamo di fronte a una forzatura dietro l’altra per approvare un provvedimento sbagliato. Così la Lega vuole zittire le minoranze, ma noi continueremo a dare battaglia fino alla fine per non avere le slot in bar e tabacchi! È inaccettabile che il centrodestra continui a calpestare i diritti delle Opposizioni!”. Così il consigliere regionale del PD in Piemonte, Raffaele Gallo.

Maurizio Marello (PD): “E oggi ancora qui in Aula, per dire no alla nuova legge sul gioco d’azzardo. Mentre i problemi della gente da risolvere sono altri. Qui la Giunta Cirio e le destre lavorano per creare nuovi problemi ai più fragili, alle famiglie attraverso una nuova massiccia offerta di gioco, nelle sale, nei pubblici esercizi e nei circoli privati”.

Mauro Salizzoni (PD): “Ieri mattina davanti a Palazzo Lascaris in presidio con tante associazioni e tanti Sindaci ed amministratori locali per contestare il tentativo della Giunta regionale e delle destre di modificare la legge 9/2016 sul gioco d’azzardo patologico, una normativa che tutti i dati dimostrano essere efficace in termini di contrasto a questo tragico fenomeno. In Aula come opposizione stiamo portando avanti una dura e determinata battaglia. La volontà della Giunta Cirio è incomprensibile e irresponsabile, a tuti è chiaro come il gioco d’azzardo patologico sia un problema sanitario e un problema sociale, con conseguenze devastanti sulla vita di relazione, sulla vita familiare e lavorativa, e anche con gravi conseguenze sul piano legale. La diffusione di questa patologia è chiaramente legata alla sempre maggiore disponibilità e facilità di accesso alle nuove tecniche di gioco d’azzardo, in particolare slot machine e videopoker. Bisognerebbe prestare ascolto ai Classici, ai Maestri della letteratura, che hanno raccontato il gioco d’azzardo e i suoi eccessi. Come Fëdor Dostoevskij che ne “Il Giocatore”, un racconto autobiografico e al tempo stesso un vero e proprio trattato sulla psicologia del giocatore, dove viene descritta in maniera realisticamente tragica la trasformazione del giocatore occasionale in giocatore patologico: che perde, ripete la puntata, nuovamente perde, e solo quando resta privo di denaro, allora si allontana dal tavolo “come instupidito”. Oppure Luigi Pirandello, che ne “Il fu Mattia Pascal” descrive una sala da giochi: mattatoi per povere bestie, luoghi per nulla belli e sontuosi dove dei disgraziati si fanno scorticare. Donne e uomini a cui la passione del gioco ha sconvolto il cervello, e impossessati da un’ebbrezza estrosa pensano di poter estrarre la logica dal caso. Perché questo è il gioco d’azzardo: oggi, domani o dopodomani, riusciranno a vincere, e per questo puntano e continuano a puntare, giocano e continuano a giocare, “di più, di più, senza contare”. Ascoltare la voce dei classici potrebbe essere cosa preziosa per distoglierci dall’impulso di commettere errori, negando le evidenze della realtà ed ogni suggerimento del buon senso. Vero, Cirio?”.

Domenico Rossi (PD): “Oggi una nuova giornata di battaglia in Consiglio regionale a difesa della salute dei piemontesi. Ieri, dopo una giornata usata per forzare il regolamento e senza ascoltare di nuovo nessuno, né associazioni né Sindaci, la Giunta riesce a riscrivere il testo del DDL 144 peggiorandolo. Nella nuova versione non c’è possibilità per i Sindaci di allargare l’orario di spegnimento delle slot e si estende la sanatoria alle tabaccherie e alle sale giochi che hanno cambiato titolare rispetto al 2016. Non solo: si riducono anche le distanze dai luoghi sensibili per i Comuni sotto i 5000 abitanti che tornano a 300 metri. Un articolato che aumenta l’offerta di gioco e limita i poteri dei sindaci, in aperto contrasto con le finalità della legge che dovrebbe essere orientata alla difesa dei più fragili e mirare a rendere l’offerta di gioco meno pervasiva. Era davvero difficile fare peggio di così. Ha ragione Don Luigi Ciotti: “ci sia una rivoluzione che comincia dalle nostre coscienze!”. La destra farà appello alla propria coscienza? Non si può da una parte dichiararsi a sostegno dei più fragili e poi giocare sulla pelle delle persone che soffrono di dipendenze. Noi continueremo ad opporci! Grazie a Libera Piemonte per non aver smesso nemmeno per un momento di sostenere questa battaglia, di sostenere i cittadini più deboli”.

Daniele Valle (PD): “Questa proposta di legge è ancora più inaccettabile e noi continueremo ovviamente a fare opposizione, ma quel che fa più male è pensare quanto pericoloso possa essere, per tanti soggetti fragili, tornare ad essere circondati da tentazioni di gioco dappertutto… a maggior ragione in un periodo di grande frustrazione come quello che stiamo vivendo per la pandemia. Che rabbia”.