Il Comune di Mondovì (CN) chiede di non cambiare la legge regionale anti-slot.

Giovedì 13 febbraio il Consiglio comunale ha infatti approvato un ordine del giorno proposto dall’intera maggioranza (prima firmataria, maria Cristina Gasco). «Il gioco d’azzardo patologico rappresenta un vero e proprio dramma socio-sanitario – scrivono i consiglieri – , che colpisce principalmente le fasce più deboli della popolazione. Dal punto di vista sanitario si tratta di una patologia. La domanda di gioco è cresciuta a causa di un eccesso di offerta – aumentata in modo esponenziale negli ultimi anni – e ha raggiunto ogni luogo e spazio di vita dei cittadini. La Società Italiana Tossicodipendenze Sezione Piemonte e Valle d’Aosta ha assunto una posizione molto netta precisando che un ritorno alla situazione ante legem avrebbe un “impatto disastroso” sulla prevalenza del gioco con apparecchi e provocherebbe una nuova impennata di gioco problematico e patologico».

Il Comune – si legge su unionemonregalese.it – esprime «la decisa contrarietà al qualsiasi modifica della legge regionale» anti-slot «che sta dando frutti positivi nel contrasto al gioco d’azzardo patologico». Il punto è stato approvato senza discussione all’unanimità da tutti i consiglieri presenti: maggioranza, minoranza di centrodestra e di centrosinistra.

La proposta di variazione della legge regionale arriva dalla Lega. Il consigliere Claudio Leone chiede di modificare la legge introdotta dalla Giunta Chiamparino. La proposta, sostanzialmente, mira a togliere l’effetto retroattivo: gli esercizi pubblici e le sale giochi che alla data del 19 maggio 2016 già ospitavano slot e Vlt non devono essere soggetti al distanziometro.