“Neanche un mese fa scienziati e opinionisti, università, Ires e società civile, gli stessi funzionari della Regione e delle Asl hanno detto chiaramente alla Giunta Cirio che la legge sul gioco d’azzardo non si deve toccare, perché funziona. Ecco perché siamo al fianco di chi ha lanciato un appello per evitare di rispondere ai danni della pandemia riportando le slot nei centri abitati, vicine alle fragilità che questi lunghi mesi hanno fortemente accresciuto”, dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi (nella foto), a proposito dell’appello lanciato alla Regione dalla Commissione regionale per la Pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta e da 20 associazioni e movimenti – tra cui Acli, Azione Cattolica, Comunità Cenacolo, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Papa Giovanni XXIII, Forum delle associazioni familiari del Piemonte, Giuseppini del Murialdo, Gruppo Abele, Libera Piemonte, Focolari, Movimento Slotmob, Salesiani, Sermig e Società San Vincenzo de’ Paoli – per chiedere che non venga abrogata la legge, approvata nel 2016 all’unanimità.

“Quella legge – prosegue Grimaldi – ha significato meno slot, meno povertà e meno ammalati: quasi 2 miliardi giocati in meno, diverse centinaia di milioni non persi e rimasti nelle tasche dei giocatori socialmente più svantaggiati, un impatto più basso sul servizio sanitario, mentre i livelli occupazionali sono rimasti sostanzialmente invariati. Un’operazione di equità sociale che la Giunta Cirio è decisa a boicottare ancora dopo un anno di pandemia, drammatico a maggior ragione per chi è vittima di una dipendenza. Non lo accettiamo”.