“Questo purtroppo è uno degli ultimi aggiornamenti. Inutile girarci attorno: siamo alle ultime votazioni in Aula e stiamo perdendo. La maggioranza, seppur divisa sui giornali, è rimasta compatta anche con i voti segreti di ieri notte. Le slot stanno per tornare in tanti bar e in tutte le tabaccherie che le avevano dismesse. Le sale scommesse che non si sono adeguate alla nostra vecchia legge verranno condonate e avranno per sempre il monopolio della possibilità unica di stare a due passi dai luoghi sensibili. Sarà così anche se sono scaduti i termini, anche per chi ha comprato licenze che non valevano più nulla. Un favore alla criminalità organizzata che potrebbe aver già fatto o che potrà fare shopping di vecchie licenze scadute per acquisire attività chiuse per Covid: un perfetto strumento per riciclare denaro. Il ‘Riparti Slot’ rischia di essere un black friday per la criminalità. Ecco la destra al governo, che forzando il regolamento del Consiglio regionale alla fine è riuscita a ottenere tutto questo. Auspichiamo che gli uffici legali del Consiglio dei Ministri, la Corte costituzionale e il TAR spazzino via questa legge scellerata e incostituzionale. Ma qualcosa possiamo fare anche e ancora noi: proviamo a fermarli prima che sia tardi anche a Torino”.

E’ quanto scrive il consigliere regionale LUV in Piemonte, Marco Grimaldi (nella foto), che nella serata di ieri aveva già presagito l’ormai imminente sconfitta della minoranza: “Non ho buone notizie. La metà dei nostri emendamenti sono stati cancellati dai cosiddetti “emendamenti canguro” della maggioranza, mi restano meno di 10 minuti a causa del contingentamento verbale e poche speranze per fermare lo scempio chiamato “Riparti slot”.
Se nei prossimi scrutini segreti nessuno della maggioranza si dissocerà, vinceranno loro: chi non ha rispettato le regole e chi non si è adeguato alla normativa vigente. Verranno prima salvati e poi premiati. Grazie a tutte e tutti voi che ci avete supportato lì fuori. So che siamo di più e che, se anche stanotte perderemo, la Costituzione e la giustizia civile ci daranno poi ragione”.