Entra nel vivo il confronto sul contrasto al gioco d’azzardo patologico: l’Aula di Palazzo Lascaris ha cominciato la discussione generale sul Ddl che modifica la precedente norma del 2016, su cui sono stati presentati oltre 900 mila emendamenti da parte delle opposizioni.
A inizio seduta l’assessore alla Sicurezza Fabrizio Ricca, presentando il provvedimento, ha dichiarato la propria disponibilità a discutere gli emendamenti presentati da minoranza, maggioranza e Giunta per trovare una sintesi e migliorare ulteriormente il testo, “che non mira a liberalizzare il gioco d’azzardo ma a salvare il diritto d’impresa e posti di lavoro”.

Il dibattito è stato aperto dal capogruppo della Lega Alberto Preioni, che ha sottolineato come “lavoreremo alacremente per dare voce ai lavoratori del gioco lecito che sono stati oggetto di mistificazioni e strumentalizzazioni. Ricordo lo studio della Cgia di Mestre, oltre le parole di Federico Cafiero de Raho, attuale Procuratore nazionale antimafia, che più volte ha affermato che dove non ci sono strutture legali si inserisce ogni sfera dell’illegalità. La legge che porteremo ai piemontesi è fondata su dati, studi e risponderà davvero alle ludopatie”.
“Dovreste cercare di spiegarci perché avete cambiato idea da una legislatura all’altra – ha sottolineato Raffaele Gallo (Pd) – non utilizziamo il tema dei lavoratori per eludere la questione centrale: reintrodurre offerta delle slot anche nei bar e nei tabaccai che sono i luoghi che hanno fatto crescere la ludopatia”.

“Questo testo è meno impattante – è stata la riflessione di Paolo Bongioanni (Fdi) – alcune parti della legge 9/2016 verranno conservate e aggiungeremo luoghi sensibili. La retroattività va eliminata, la libertà di impresa è un valore e chi al tempo ha fatto investimenti deve essere tutelato. Il gioco patologico è una piaga e la società piemontese non può diventarne vittima, vigileremo affinché ci sia rispetto della cultura della legalità e non concederemo sgravi alle imprese. Auspichiamo un intervento statale su distanziometro e gioco online”.

“Continueremo a contrastare una legge folle, ancora di più in momento di difficoltà economica – è la promessa di Sean Sacco (M5s) – avete incentrato la legge sui lavoratori ma l’assessore Chiorino non ha mai preso posizione a favore. Il gioco online in Piemonte è cresciuto meno che nel resto Italia, i piemontesi hanno ridotto il volume di gioco di 2 miliardi di euro. La maggioranza dei sindaci ha votato contro il nuovo ddl, proseguendo su questa strada togliete valore alla loro posizione”.

Per Francesca Frediani (M4o) “la legge 9/2016 viene cancellata da un colpo di spugna, il nuovo testo avrà un impatto devastante sul nostro tessuto sociale. È stato azzerato il dibattito sulle questioni sanitarie, si è tirato in ballo l’impatto dell’attuale legge sull’occupazione ma l’assessore competente non ha mai relazionato in merito. Le slot ad ogni angolo hanno portato sempre e solo degrado e miseria. È questo ciò che vuole la Lega in Piemonte e a Torino?”.

“Con la legge del 2016 abbiamo agito nel rispetto dell’art.41 della Costituzione – ha sottolineato Mario Giaccone (Monviso) – riducendo gli effetti dell’iniziativa economica sul benessere sociale. Abbiamo ascoltato associazioni, ordini professionali, medici che vi hanno messo in guardia sulle conseguenze del gioco patologico: indebitamento, furti in casa, perdita del lavoro, usura. Lo hanno detto anche centri studi come l’Ires e anche i vescovi, preoccupati della tutela dell’ultimo”.

“La Lega ha mentito ed è pronta a riportare slot in ogni angolo, in ogni bar – è la denuncia di Marco Grimaldi (Luv) – questa è un’operazione di smantellamento a tutti gli effetti, spietata nei confronti di chi vive la condizione del gioco d’azzardo patologico. Il Piemonte e Torino non possono diventare un casinò a cielo aperto per i più fragili, noi faremo di tutto per non tornare a un far west fatto di miseria e rivincite senza dignità”.

Anche oggi è stata persa l’occasione di potersi confrontare, ha dichiarato l’assessore Ricca in chiusura, ribadendo che la maggioranza ha volontà inclusiva e aspetta la segnalazione di emendamenti concreti su cui aprire un confronto.

Durante il dibattito sono intervenuti i consiglieri Andrea Cerutti e Claudio Leone (Lega), Alberto Avetta, Monica Canalis, Sergio Chiamparino, Maurizio Marello, Domenico Ravetti, Domenico Rossi, Mauro Salizzoni e Diego Sarno (Pd), Sarah Disabato (M5s), Giorgio Bertola (M4o).