La Delegazione Regionale Caritas Piemonte–Valle d’Aosta si esprime in merito alla proposta di legge depositata dal M5S in Consiglio Regionale in materia di modifica alla legge regionale sul gioco d’azzardo parlando di misure ‘discriminatorie’.

Per quanto la delegazione non manchi di precisare il suo dissenso rispetto ad una modifica della legge regionale, non passano inosservate le critiche alla proposta a firma Giorgio Bertola.

Viene giudicato di scarso impatto operativo la proposta di includere uffici postali e servizi di trasferimento denaro (money transfer) tra i luoghi sensibili. “Se valutata nella sua ratio metagiuridica”, sottolinea la Caritas “vi riscontriamo un legame indebito tra l’utilizzo dei servizi finanziari postali o il money transfert e le categorie fragili della popolazione, e tra queste ultime e una presunta attitudine ad operare azioni delinquenziali o patologiche. Pur ammettendo che la fasce più povere possano essere potenzialmente più esposte questa idea va ritenuta ingiustificata e irricevibile”. Non mancano perplessità nemmeno sull’ipotesi di disattivare le slot nel primo giorno del pagamento delle pensioni di ciascun mese. La Caritas parla di ” un elemento dalle dimensioni  discriminatorie nei confronti degli anziani e dei pensionati: la disattivazione degli apparecchi per tutto il corso della giornata di riscossione delle pensioni crea un legame diretto tra queste persone e la tendenza al gioco tale da indurre a considerare le prime di per sè giocatori”.