Fabio Tomasi, titolare della sala scommesse “Joker” di None (TO), in via Sestriere, chiede aiuto alla Lega. “Ho subito come tutti un doppio periodo di chiusura, da febbraio al 15 giugno 2020 e dal 21 ottobre 2020 ad oggi. I miei dipendenti sono in cassa in deroga, ma io ho perso oltre l’80% del fatturato, perchè il periodo di lockdown è coinciso con quello delle scommesse sportive, che così sono andate totalmente perse. Oltretutto avevo investito 10mila euro nell’adeguamento del locale alle norme anti-Covid, così come avevo speso soldi per la sanificazione dei locali, per poi ritrovarmi con la sala chiusa. Il danno e la beffa. Ora per di più rischio di dover chiudere definitivamente, perchè il mio locale è vicino (2-300 metri) ad un punto cosiddetto sensibile, che però è diventato tale dopo che avevo già avviato l’attività. Così, per via di un centro diurno per disabili, aperto oltretutto solo il mercoledì mattina, viene messa e repentaglio la mia possibilità di continuare a lavorare. Oltretutto avevo pure offerto la disponibilità a trovare un’altra collocazione al centro diurno, accollandomi le spese eventuali dell’affitto, ma l’Amministrazione comunale non ha voluto accettare la proposta. E dire che nella mia sala si vigila costantemente, i minorenni non possono entrare, le scommesse vengono controllate, non permettiamo giocate sopra un determinato importo. Facciamo insomma tutto quanto è nelle nostre possibilità per contrastare la ludopatia, però a me viene chiuso il locale, mentre si continua a consentire il gioco on-line senza limitazioni”.