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L’emendamento al decreto Omnibus in discussione in Consiglio Regionale del Piemonte con il quale si intende modificare la legge sul gioco d’azzardo non è stato ritirato.

E’ quanto denuncia in Assemblea il consigliere regionale Diego Sarno (Pd).

Per quanto riguarda il decreto “Omnibus” le opposizioni hanno presentato migliaia di emendamenti (dei quali alcuni contro la norma che elimina la retroattività alla legge vigente). Si sono mosse anche due associazioni come Gruppo Abele e Libera: hanno ricordato che era già stata avviata una discussione sulla riforma della legge anti-ludopatia e il consiglio regionale aveva promesso un confronto con le organizzazioni impegnate nel contrasto al gioco d’azzardo patologico e al sovraindebitamento. “Ribadiamo la nostra contrarietà alla modifica dell’effetto retroattivo della legge perché di fatto avrà come conseguenza diretta la riaccensione di moltissimi apparecchi – hanno dichiarato in una nota –. In un momento di crisi come questo, il rischio che i piemontesi cerchino nel gioco una falsa speranza per risolvere problematiche economiche è altissimo”.

“Ricordo che i dati dei monopoli dimostrano con chiarezza che il gioco si è solo spostato su altre tipologie e quindi in Piemonte non è diminuito – aveva dichiarato l’assessore Andrea Tronzano mercoledì sera –. Con l’eliminazione del gioco legale è aumentata l’illegalità, come si vede dai crescenti interventi delle forze dell’ordine”.

Venerdì mattina, durante la riunione dei capigruppo, i rappresentanti del centrodestra avevano annunciato il ritiro dell’emendamento: “Il primo tempo è vinto, ma non abbassiamo la guardia: c’è ancora il secondo tempo e non vorremmo che la destra lo giocasse di nuovo nell’ombra e senza il confronto con le parti sociali”, aveva commentato Monica Canalis (Pd). “Una prima crepa si è aperta all’interno della maggioranza”, aveva sottolineato Grimaldi (Luv). Secondo Sarno, ritirare “l’emendamento” è “il minimo indispensabile, una cosa dovuta”.