“Ho letto con non poco sconcerto le parole del candidato sindaco di Torino del centrodestra, Paolo Damilano, in merito al disegno di legge “Salva Slot” che approderà in Consiglio regionale. Quando afferma di essere -e cito- ‘contro il gioco d’azzardo perché non mi piace’, affronta in maniera del tutto ideologica il tema, contrapponendosi agli esperti in materia, da ricercatori IRES ai rappresentanti del Comando provinciale della Guarda di Finanza, che, non affidandosi ai gusti personali, affrontano la questione in maniera professionale, sulla base di studi, ricerche e dati scientifici. E se li avesse almeno letti quei dati, avrebbe scoperto che la diminuzione dei posti di lavoro nelle sale da gioco piemontesi, dall’entrata in vigore della legge regionale nel 2016 fino al 2019, arriva a poche decine di unità, bilanciate dalla crescita in altre attività. Se si verificherà la perdita, anche minima, di posti di lavoro a causa della norma, le istituzioni (Regione in particolare) dovranno attivarsi per un rapido reinserimento lavorativo, ma sulla legge regionale 9/2016 non si possono fare passi indietro”. Così la consigliera regionale del M5S in Piemonte, Sarah Disabato.

“Inoltre, quando dichiara ‘che nel momento in cui sono state fatte delle leggi, ci sono stati degli imprenditori che hanno investito, hanno speso e creato posti di lavoro’, si colloca proprio contro tutti quei lavoratori del settore che, nel pieno rispetto della Legge Regionale, hanno lavorato, investito e messo in regola i locali in base ai criteri e requisiti previsti dalla normativa. È giusto quindi colpire tutti quelli che hanno investito soldi nelle loro attività adattandosi alla Legge, e salvare con una sanatoria tutti coloro che invece hanno deciso di non rispettare ciò che la legge chiedeva loro di fare? Possibile che Damilano, che si ritiene attento alle periferie di Torino, non si ricordi del far west delle slot machine di qualche anno fa?
Un passato di cui nessuno ha nostalgia” ha concluso.