Le polemiche sulla modifica alla legge regionale sul gioco d’azzardo che verrà votata mercoledì prossimo in Consiglio Regionale si sprecano. L’alzata di scudi del PD di fronte alla proposta a firma del consigliere leghista Claudio Leone rischia di dare un immagine distorta delle motivazioni che sono alla base dell’iniziativa.

Andrea Cane è il consigliere regionale della Lega che insieme a Leone ha firmato la pdl ed è a lui che chiediamo di chiarire quali sono le finalità di questa iniziativa.

“Mi sono approcciato alla questione delle limitazioni alla offerta di gioco legale in concomitanza con i lavori che hanno portato alla approvazione della legge regionale alcuni anni fa. Ho seguito il percorso di questa legge, ne ho verificato quello che ritengo essere l’elemento caratterizzante, ovvero una forma di proibizionismo retrattivo. Lo stesso che sta avendo effetti sulla vita di 5mila famiglie e che sta fecendo perdere migliaia di euro di entrate”.

Quali sono le ragioni che vi hanno portato a questa proposta di legge?

“Tutelare la legalità e il lavoro. Sono perfettamente d’accordo con le analisi che sono state prodotte in questo periodo di tempo, ho verificato i numeri sulle dimensioni dell’offerta illegale e le sue conseguenze. Chi ci ha preceduto, ne sono convinto, ha votato una legge ‘mediatica’. Lo scopo non era quello di tutelare il cittadino, di evidenziare l’esistenza di un problema qual è quello del gioco patologico. Una legge che oltre tutto non ha avuto gli effetti sperati”.

E’ una risposta a chi vi accusa di non voler valutare i rischi del gioco d’azzardo patologico…

“Guardi, un atteggiamento coerente sarebbe quello di adottare una forma di proibizionismo statale. Prendiamo l’esempio del fumo. Che senso ha chiudure le tabaccherie di un paese per evitare che gli abitanti fumino e poi permettergli di acquistare le sigarette altrove? O si decide dall’alto una linea di divieto assoluto, o non ha alcun senso. Il 20 maggio prossimo entra in vigore una disposizione che, con effetto retroattivo, impone il blocco degli apparecchi da gioco, in concreto si tratta di altri 1.500 posti di lavoro che andranno persi. Questa non è una disposizione che tutela gli interessi dei cittadini piemontesi. In un momento storico come questo, con i problemi che ci sono, è nostro dovere tutelare il più possibile il lavoro”.

Nelle ultime ore i gruppi di minoranza in consiglio stanno chiamando a raccolta chi si oppone alla vostra iniziativa…

“Personalmente sono un appossionato di comunicazione, sto seguendo le iniziative sui social, primo tra tutti su facebook, del PD. Non mi pare che stiano avendo l’effetto voluto. Al contrario vedo moltissimi commenti negativi ad una controffensiva che mi pare molto discutibile. Questo vuol dire che la cittadinanza non è molto d’accordo con la loro linea. Credo piuttosto che questa ‘battaglia’ ideologica si stia scontrando con la realtà dei fatti e con una cittadinanza che in questo momento riconosce che siano altre le priorità a cui va dedicata attenzione”.

I gruppi di minoranza chiedono più tempo per consultare altri soggetti, le associazioni del terzo settore, per esempio..

“Credo che sia stato ascoltato chi era necessario che lo fosse. Abbiamo già molti dati su cui riflettere. Del resto i Sert, in base alle statistiche, non testimoniano esserci stata una riduzione della incidenza di gioco d’azzardo patologico come effetto di una prima introduzione delle restrizioni”.

La legge regionale piemontese non prevedeva, ovviamente, solo l’introduzione delle distanze minime per le slot, ma anche altri interventi di prevenzione al GAP…

“Le promesse fatte dal presidente Chiamparino anni fa non sono state mantenute. Dove sono gli interventi di contrasto al gioco patologico, oltre al fatto di aver provveduto a far chiudere questi esercizi di gioco legale? Le ripeto, un intervento di facciata…mediatica. Di fronte a questo rilancio, a nome di tutta la maggioranza di centro destra, una azione che sia a reale beneficio della cittadinanza piemontese, di migliaia di famiglie che rischiano di restare senza reddito. Un rimedio a quella che ritengo essere stata ‘una marchetta pre elettorale’”. (nella foto Andrea Cane, a destra, con Claudio Leone)