Monica Canalis, consigliera regionale all’opposizione (Pd) in Piemonte, è stata intervistata da vocetempo.it sul tema della difesa della legge 9/2016 contro il gioco d’azzardo patologico.

“Prima di tutto mi preme sottolineare che nel 2016 la legge fu approvata all’unanimità, in quell’occasione si creò, infatti, una convergenza politica tra la maggioranza e la minoranza del tempo. I numeri dell’Ires, quindi di un autorevole organismo di ricerca indipendente, parlano chiaro: in Piemonte il gioco d’azzardo è calato del 9,7% (a fronte di un aumento dell’1,6% nel resto d’Italia), le perdite da gioco sono diminuite del 17,8% e i due terzi delle somme non spese nel 2018 non sono state reinvestite in altri giochi, come quello on line. Non c’è stato quindi nessun «effetto sostituzione» a dimostrazione che, ad oggi, la norma piemontese è sicuramente la più avanzata d’Italia in questo ambito. Detto questo la legge all’articolo 13 prevedeva delle norme transitorie che consentivano agli esercizi commerciali un periodo di tolleranza per adeguare le proprie attività o ricollocare i lavoratori. La misura ha dunque un’attenzione anche all’aspetto occupazionale, che certamente rispettiamo”.

“Come opposizione intendiamo muoverci prima di tutto chiedendo alle forze di maggioranza di non considerare questo tema di esclusiva competenza del settore commercio. Le proposte di modifica della legge sono state depositate dalla maggioranza in Terza commissione, che è, appunto, la commissione commercio. Riteniamo che la questione vada considerata di attinenza prettamente sanitaria. Contestiamo, infatti, l’intestazione attribuita all’argomento come se fosse esclusivamente una questione di posti di lavoro quando invece in prima battuta si tratta di un tema sociale, di tutela della salute dei cittadini”.

“Esprimo stupore su come la maggioranza stia affrontando il tema. Se nei mesi scorsi era stata depositata una proposta che chiedeva l’annullamento della retroattività, ora si chiede anche una maggiore elasticità negli orari di apertura delle sale slot, in sostanza si punta a smantellare i punti di forza di un impianto normativo che, come i dimostrano i dati, è all’avanguardia in Italia. Dopo il voto sul ddl Omnibus, concluso il 2 luglio, l’esame delle leggi sul gioco d’azzardo proseguirà nelle sedi competenti, cioè la commissione consiliare. In questo contesto si svolgeranno le audizioni degli esperti e delle parti sociali. Resto in attesa di vedere che questo processo di confronto inizi concretamente. Mi aspetterei dalla Giunta Cirio una maggiore libertà e indipendenza dalle lobby. Chiederemo, quindi, più audizioni possibili in commissione consiliare che lascino spazio sia agli esperti specializzati in materia sia alle associazioni”.

“La legge piemontese ha messo dei paletti al gioco d’azzardo, le slot machine hanno continuato ad esserci, ma con delle regole di distanza dai luoghi «sensibili» e degli orari: norme che certamente vanno difese. Innestare un allentamento del controllo sul gioco d’azzardo in questa fase rischia di aumentare il disagio sociale”.

“La proposta di modifica della legge porta indietro le lancette dell’orologio di quattro anni, senza considerare la tragedia del Covid che impone un nuovo paradigma socio-economico più rispettoso dell’uomo. Il modello di sviluppo deve, infatti, reinventarsi in chiave comunitaria restituendo protagonismo sociale ai cittadini con forme di economia non basate solo sul profitto, ma che mettano al centro l’uomo”.