Fabio Bodini, operatore del comparto del gioco legale scrive al consigliere regionale Giorgio Bertola (M4O) in merito alla possibile modifica della legge contro il gioco d’azzardo patologico.

Gent.mo Consigliere Bertola,

Sono un operatore nel settore Gioco d’azzardo (legale) da oltre un decennio, nel ruolo di dipendente. Mi sono sempre prodigato nel divulgare nel modo più corretto possibile ed esaustivo le informazioni e le vicissitudini inerenti questo ambito. Allo stesso tempo nell’affrontare ogni forma di opposizione all’esercizio di tale attività, a fronte delle note conseguenze dovute al “proibizionismo” e, per le quali, non sembra esserci alcuna volontà politica (e culturale) di porvi freno con soluzioni salomoniche e razionali.

Va da sè che il settore del gioco d’azzardo (ribadisco, quello legale) come ben sa è riconosciuto dallo Stato nel rispetto delle normative. Ma da quando la Legge regionale del Piemonte si è imposta non per arginare il problema, bensì per porre fine al gioco stesso in tutte le sue manifestazioni, intere famiglie (che non sono poche) legate ad una vasta filiera dello stesso ambito, sono oggi nella quasi totale disperazione, senza contare il sempre più “incontrollato” e dilagante gioco illegale.

Personalmente, e idealmente a nome di tutti gli interessati (imprese, dipendenti e indotto compreso) alla luce delle evidenti ricadute negative quotidiane, non mi è facile comprendere e “subire” questa ostentazione nel non volersi confrontare fra le Parti interessate… Sarebbe quindi opportuno un confronto, ancor più considerando la valenza politico-decisionale che riguarda il futuro di migliaia destinatari dell’intera Regione, e tale con una più attenta analisi del problema la cui ri-messa in discussione con proposte salomoniche, porterebbe alla soluzione (almeno parziale) favorendo e incrementando la produttività e, di conseguenza, quel necessario equilibrio tra il politico-decisore e tutte le maestranze: posti di lavoro assicurati e rinnovamento per la Regione subalpina che bisognosa di una netta risalita e competitività“.