“La relazione della Giunta nella seduta congiunta delle Commissioni che valutano la legge regionale sul gioco d’azzardo, smonta una ad una le critiche che vengono solitamente mosse alla legge: il gioco online infatti non è aumentato a causa della maggiore regolamentazione del gioco fisico.

La crescita del gioco online è stata maggiore nel resto di Italia rispetto al Piemonte, ciò significa che su questo dato non ha influito la legge; l’occupazione nel settore del gioco non è calata, i posti di lavoro sono stati nel complesso mantenuti. Inoltre dalla relazione emerge una diminuzione di quasi il 10% del volume dei soldi giocati in Piemonte a fronte di un aumento dell’1,6% nel resto di Italia: in Piemonte grazie a questa legge più di 700 milioni di euro dei piemontesi sono stati risparmiati. Tutela dei risparmi e della salute è ciò che ci spinge a continuare a difendere questa legge dagli attacchi del centrodestra, che in tutti i modi sta cercando di ridurne i positivi effetti”. Così il consigliere regionale del M5S in Piemonte e presidente della Commissione Legalità, Giorgio Bertola.

“Dopo l’IRES, anche la Regione Piemonte, attraverso uno studio mirato presentato in commissione legalità, certifica quindi che la legge regionale sull’azzardo funziona e che i piemontesi hanno giocato meno e perso meno soldi rispetto al resto d’Italia. Il volume del gioco d’azzardo è calato nel 2018 di quasi 500 milioni in controtendenza rispetto alle altre regioni. La relazione ha anche escluso il temuto aumento delle giocate online che, a quanto emerso oggi di fronte ad una imbarazzata maggioranza, registrano un aumento minore rispetto alle altre regioni italiane.

Il tentativo della Lega e del centrodestra di smantellare una legge regionale che sta aiutando migliaia di famiglie ad uscire dal tunnel delle ludopatie e sta permettendo al piemonte di recuperare milioni di euro è sconcertante. Un mano tesa alle lobby del gioco di cui la nostra regione non ha certamente bisogno.

Ricordiamo infatti che per tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili il testo prevede il divieto di collocare gli apparecchi per il gioco in locali che si trovino ad una distanza, misurata in base al percorso pedonale più breve, non inferiore a 300 metri per i Comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti e non inferiore a 500 metri per i Comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti da istituti scolastici di ogni ordine e grado, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati, movicentro e stazioni ferroviarie. Introduce inoltre il divieto di pubblicizzare qualsiasi attività di apertura di sale da gioco. Siamo pronti a difendere questa norma in ogni sede dalle pressioni delle lobbies dell’azzardo. Ed anzi abbiamo presentato un’ulteriore proposta di legge (a firma Giorgio Bertola, ndr) ancora più stringente e tutelante per la salute dei cittadini piemontesi”.