“Siamo senza parole. Non ci sono precedenti nella storia del Consiglio: la Lega tira dritto e con il silenzio complice di Cirio, stravolge regole e buon senso, calpestando i diritti delle minoranze e di tutti i cittadini, che mettono la salute al primo posto. Non lascia spazio alla discussione e al confronto e impone l’uso di uno strumento del regolamento che spazza via il muro degli emendamenti posto dalle opposizioni a contenimento dell’azione distruttiva della maggioranza”. Così il consigliere regionale M4O in Piemonte, Giorgio Bertola (nella foto).

“L’assessore Ricca abbia però il coraggio di dire davanti a tutti i piemontesi il perché dell’urgenza di approvare una legge a cui è contrario il mondo delle associazioni del terzo settore, delle associazioni antimafia, degli ordini professionali sanitari, dei sindaci e degli enti di ricerca e studio dei fenomeni sociali. Una legge su cui pesano forti elementi di illegittimità, che sarà presto impugnata. In un momento storico delicato, in cui la pandemia ha reso le povertà ancora più fragili ed aumentato la vulnerabilità sociale, il partito di Salvini vuole riportare le slot machine ad ogni angolo di strada, nei bar, nelle tabaccherie e nelle sale slot. Le fratture che la Lega sta aprendo con il mondo fuori, con la Giunta, con le opposizioni, con la maggioranza, sono preoccupanti segnali di cedimento, che confermano l’incapacità di governare”.

E ancora: “Nella legge 9 del 2016 approvata all’unanimità dal Consiglio regionale nella scorsa legislatura per la prevenzione e il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo patologico era prevalente e prioritaria la dimensione sanitaria, ovvero la tutela della salute dei cittadini. Invece nel disegno di legge voluto dalla Lega compare in maniera ipocrita. Rendere più accessibile il gioco, liberalizzando la diffusione delle macchinette ad ogni angolo di strada, significa sottoporre i cittadini più fragili ad una continua tentazione, quando le associazioni del terzo settore, i medici e gli psicologi senza dubbi assimilano il gioco d’azzardo alle droghe pesanti. La Lega prima si piega agli interessi economici e poi cerca di “lavarsi la faccia” dichiarando che il proprio disegno di legge vuole combattere il gioco patologico, ma è un becero di tentativo di mascherare i veri intenti”.

Infine: “In Piemonte il centrodestra rischia di nuovo di spaccarsi sull’azzardo. La Lega modifica il testo della legge, peggiorandola ulteriormente, e taglia fuori anche gli emendamenti di Fratelli d’Italia. Nonostante le audizioni e i presidii dei primi cittadini piemontesi, viene tolto di fatto potere decisionale ai sindaci: le apparecchiature dovranno essere spente “tassativamente” dalle 2 alle 10 nelle sale slot e dalle 24 alle 8 e dalle 13 alle 15 nelle sale scommesse. Solo i gestori potranno decidere di chiudere prima. Eppure era stato un emendamento dell’assessore di Fdi Maurizio Marrone a chiedere di ridare la possibilità ai sindaci di porre restrizioni, soprattutto per il rischio di infiltrazioni mafiose, ma l’emendamento con il canguro è scomparso. E meno male che l’uso del canguro dovrebbe nascere proprio dall’intenzione di esprimere l’orientamento finale e riassuntivo di tutta la Giunta! La Lega sta davvero tirando troppo la corda, tira dritto per la sua strada e se ne infischia delle fratture che sta creando con il mondo del terzo settore, con le minoranze e pure con i suoi stessi alleati”.