«Una proposta assurda. La legge aveva un vantaggio: era retroattiva. Quindi, negli ultimi due anni, i gestori delle attività hanno dovuto rimuovere le macchinette e lo hanno fatto con riluttanza, rinunciando a introiti. E adesso vogliamo tornare indietro?».

Così Leopoldo Grosso, presidente onorario del Gruppo Abele, in merito alla proposta del centrodestra di modificare la legge regionale sui giochi in Piemonte, eliminando la retroattività della norma.

«Questa è una forma di dipendenza. Perciò il diritto alle cure per i giocatori è entrato nei livelli essenziali di assistenza», commenta Paolo Barcucci dell’Ordine degli psicologi. E preoccupazione è espressa anche da Luciana Malatesta, della fondazione La scialuppa, e Stefano Passaggio, della fondazione San Matteo. All’alleanza per difendere la legge si unisce anche la Società italiana di alcologia presieduta da Pierluigi Allosio. E ancora ecco Federconsumatori e Libera. Tutti hanno deciso di sottoscrivere un documento unitario: lo consegneranno alla Regione e chiederanno di essere auditi dalle commissioni che stanno valutando la modifica alla legge.