“Ritirata la proposta di legge ‘Leone’ per la mobilitazione di tante realtà e dell’opposizione, la Regione Piemonte torna alla carica per smontare l’impianto normativo in vigore per il contrasto del gioco d’azzardo patologico. Cambia il metodo – perché la proposta non arriva dal Consiglio ma dalla Giunta, attraverso un ddl – ma non il fine ultimo: svuotare di efficacia la 9/2016 ed annullare gli effetti positivi prodotti negli anni della sua applicazione”.

E’ quanto evidenziato da un gruppo di associazioni ed enti – tra cui, Commissione pastorale sociale del lavoro Piemonte e Valle d’Aosta, Fondazione antiusura La Scialuppa Crt onlus, Fondazione antiusura San Matteo onlus, Fondazione San Martino antiusura onlus Tortona, Acli, Libera, Gruppo Abele, Masci, Agesci, Sermig, Movimento Focolari, Forum delle associazioni familiari, Ucid, Azione cattolica Piemonte e Valle d’Aosta, Comunità Papa Giovanni XXII, Auser -, che ricordano: “La 9/2016 è una buona legge, che da sempre difendiamo perché riteniamo essere un argine solido contro la diffusione del gioco d’azzardo patologico e di tutti i rischi sociali derivanti. Il disegno di legge presentato dalla Giunta guidata da Alberto Cirio mina nelle fondamenta il carattere contenitivo della patologia da gioco, ottenuto grazie alle disposizioni contenute nella legge 9 del 2016. Come rete di realtà che da anni si battono contro il gioco d’azzardo patologico, il sovraindebitamento, le mafie e le ricadute sociali e sanitarie derivanti, ci opponiamo a questo colpo di spugna”. Le associazioni si rivolgono quindi ai sindaci per “arginare la diffusione slot machine e videolottery, attraverso l’emanazione di ordinanze possibili dal comma 7 dell’articolo 50 del Tu Enti locali, che ‘permette al sindaco di disciplinare gli orari delle sale da gioco e degli esercizi in cui siano installate apparecchiature per il gioco per esigenze di tutela di ’salute e quiete pubblica’. Insieme, per la difesa delle fasce deboli, sensibili, fragili, per una tutela della cittadinanza tutta, della salute e del lavoro, senza scorciatoie e passi indietro, contro scelte parziali e di parte”.