Il vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte Nino Boeti ha ufficialmente chiuso oggi la X Legislatura.

Si è infatti concluso l’ultimo Consiglio Regionale a poche settimane dal voto per il rinnovo.

Come anticipato via social non si ricandiderà il consigliere del PD Luca Cassiani che negli ultimi mesi è più volte intervenuto per sollecitare il Consiglio a ripensare le norme che regolamentano le attività dei punti di gioco legale.

Non è una buona notizia per il comparto e per gli esercizi pubblici che offrono servizi di raccolta di gioco pubblico e che a partire dal prossimo 20 maggio dovranno cessare la loro attività.

Scadrà per quella data il termine ultimo per i punti di gioco muniti delle rispettive autorizzazioni rilasciate anteriormente al 1° gennaio 2014 per adeguarsi alle limitazioni territoriali imposte dalla legge regionale. Chi non potrà ricollocarsi alla distanza minima prevista dai luoghi sensibili sarà costretto alla chiusura.

Negli stessi giorni la politica sarà occupata a riorganizzarsi in vista delle elezioni.

I candidati

Il governatore in carica Sergio Chiamparino, dopo una titubanza iniziale, a settembre ha annunciato la sua disponibilità a ripresentarsi e ora sta costruendo una coalizione molto ampia a suo sostegno.

Il Movimento 5 Stelle invece ha individuato il candidato governatore tramite il consueto voto online: sarà l’attuale consigliere regionale Giorgio Bertola che si è nettamente imposto rispetto agli altri candidati.

Il vertice a tre di Palazzo Grazioli, alla presenza di Berlusconi, Salvini e della Meloni, ha rinsaldato la coalizione di centrodestra. Non sembrerebbe ormai esserci dubbi circa la scelta di Alberto Cirio, attualmente eurodeputato tra le fila di Forza Italia.

Altro candidato ufficiale è Valter Boero. Docente universitario, ex consigliere comunale a Torino e presidente per il Piemonte del Movimento per la Vita, correrà per il Popolo della Famiglia.

Politica regionale e gioco d’azzardo

La posizione di del presidente uscente Chiamparino sulla attuale legge regionale sembra essere piuttosto chiara. Solo poco settimane fa il governatore ha ribadito gli effetti positivi della legge regionale sul contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo: una significativa riduzione complessiva dei volumi di gioco e di conseguenza anche delle perdite da parte dei giocatori.

 

Il Cinque Stelle Bertola ricorda come il suo Gruppo abbia “ sempre sostenuto la legge apportando modifiche fondamentali” e come intenda proporla come esempio per tutto il paese.

Posizione nettamente diversa quella di Alberto Cirio. A proposito della legge regionale ha detto considerarla “un caso singolare. Non dobbiamo dimenticare che in Europa ci sono delle norme che devono valere per tutti, sia quando ci penalizzano che quando ci tutelano, il paradosso di fondo di questa legge è che è ipocrita, viola la libertà delle persone, che è sacrosanta”.

“Io dei miei soldi ne faccio quello che voglio, se qualcuno si ammala lo Stato deve attivarsi per curarlo ed evitare che questo avvenga in futuro ma non si può limitare la mia libertà. Questa è una legge folle, dannosa. Dobbiamo dire che è sbagliata e vedere cosa fare da domani. Se avessimo detto siamo contrari al gioco e lo vogliamo vietare sarebbe stato meglio, almeno avremmo avuto il coraggio di dirlo. La legge del Piemonte è un modo ipocrita di regolamentare quello che si vuole proibire. Qui siamo al confine con la Svizzera e altre regioni dove si può giocare, siamo degli ipocriti. Cosa possiamo fare? Prendiamoci l’impegno di bloccare l’attuazione di questa legge a un anno dalla sua entrata in vigore, quindi a novembre, per valutarne gli effetti e se non ci sono stati risultati la legge va sospesa, come ha fatto Toti in Liguria dimostrando che si può fare. Il Governo deve regolamentare a livello nazionale, le regole devono essere uguali per tutti” ha spiegato Cirio.