Alessandro, tecnico delle slot, scrive all’assessore piemontese Andrea Tronzano (nella foto).
“Buongiorno, mi presento, sono un giovane piemontese di trentadue anni e mi chiamo Alessandro Rosso. Finita la scuola tredici anni fa ho subito iniziato a cercare lavoro e l’ho trovato in una azienda che noleggia slot machine e giochi da intrattenimento per bar; la mia mansione è tecnico riparatore. Piano piano questa ditta è diventata una seconda famiglia per me. Amo il mio lavoro e vorrei continuare a farlo. Purtroppo per il nostro settore è entrata in vigore la legge 9/2016 la cui conseguenza è stata una diminuzione drastica del lavoro e molti miei colleghi hanno scelto una strada diversa.
Se questa legge non verrà modificata ci saranno moltissimi altri tagli in tutto il settore del gioco legale e dell’indotto. Queste aziende creano posti di lavoro che vengono annullati con una semplice legge regionale. Migliaia di persone rischieranno il posto di lavoro. Il rammarico di noi dipendenti sarà quello di essere licenziati non per causa nostra ma per colpa di una legge che non ci considera. Non ci lamentiamo inutilmente, non vogliamo il reddito di cittadinanza e sussidi vari, ma vogliamo alzarci ogni mattina, andare a lavorare come qualsiasi altra persona. Tutti ci considerano cattive persone che approfittano della gente che gioca: ma in realtà siamo la prima barriera contro il gioco illegale. Quindi non siamo dei malfattori e neanche dei lavoratori di serie b. Il 20 maggio dopo 3 anni di agonia conosceremo il nostro futuro. Continuiamo a sperare che la Regione Piemonte prenda provvedimenti in nostro favore”.