Alberto, 52 anni, chiede l’aiuto della Lega in Piemonte per poter continuare a lavorare: “Lavoro da 14 anni in un’azienda del settore che ha 22 sale scommesse in tutto il Piemonte. Di queste, solo 5 hanno la possibilità di riaprire, tutte le altre sono costrette alla chiusura con le regole vigenti, perchè non rispettano le distanze di sicurezza dai cosiddetti punti sensibili. Il bello è che l’azienda aveva l’intenzione di ricollocare le sale, già prima che entrasse in vigore la legge 9/2016, ma le regole sulle distanze sono tali che è praticamente impossibile trovare nuovi spazi utili. Praticamente oltre il 90% del territorio piemontese non è disponibile per l’apertura o la ricollocazione delle sale. Non si vuol capire poi che i locali autorizzati per il gioco e le scommesse rappresentano un baluardo della legalità, dove il personale è formato e sa individuare i soggetti a rischio di dipendenza. Cosa che non può avvenire se si gioca su internet o in locali illegali. Le norme previste dalla legge 9/2016 sono impossibili da rispettare senza provocare la chiusura delle attività e noi tutti lavoratori del settore, in massima parte con contratti a tempo indeterminato, siamo disperati dopo sei anni di inutili battaglie. Per fortuna ora c’è qualcuno che ascolta la nostra voce”.