La parte della raccolta riferibile al gioco illegale è ancora rilevante. Negli anni molti sono stati gli interventi legislativi ma il quadro è ancora molto frammentato, aggravato dalla mancata applicazione dell’intesa Stato/Regioni del 2017. L’emergenza del COVID 19 ha portato, per contrastare il contagio, alla sospensione del gioco su rete fisica per molti mesi.

Gilberto Piccheto Fratin, viceministro per il Ministero dello Sviluppo Economico, in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e le disfunzioni del gioco pubblico, ha delineato il quadro della situazione del gioco legale.

“Le entrate relative ai giochi hanno registrato nel 2020 un calo di oltre 5 miliardi, per oltre il 30%. Soprattutto entrate che hanno risentito del calo del Preu. Nel 2020 l’online ha registrato un crescita della raccolta, che non ha comunque compensato il calo del terrestre.

Nel 2020 l’illegalità in termini di raccolta si traduce in 18 miliardi con un incremento del 18%, nel 2021 supera i 20 miliardi. Lo dimostrano i report delle Forze dell’Ordine, ogni tre giorni viene scovata una sala clandestina, 1.000 le persone denunciate. Questo vuol dire aumento dei disturbi del gioco d’azzardo e ricorso all’usura, con diffusione del gioco illegale”.

I numeri del settore

Circa 300 i concessionari autorizzati, 3.200 le imprese di gestione, 80.000 i punti di vendita che consentono l’accesso al gioco legale. 150.000 gli addetti, diretti e indiretti. La filiera diretta si compone di oltre 8.200 imprese, con circa 40mila addetti e un fatturato annuale di 14 miliardi di euro. Le misure di sostegno al comparto sono state diverse, dalla proroga del versamento del Preu, alla proroga della indizione delle gare, e altre azioni in quel momento necessarie e precedenti ad un nuovo successivo lockdown.

Ci sono stati interventi sulla regolamentazione anche per gli apparecchi senza vincita in denaro. Il decreto Liquidità, il decreto Ristori, contengono misure di sostegno anche per le imprese connesse al gioco legale.

“Quello delle distanze minime dai luoghi sensibili è una delle questioni su cui si deve assolutamente intervenire” ha detto il viceministro. “Alcune Regioni hanno voluto essere più realisti del Re, hanno portato alla delocalizzazione e la creazione di vere e proprie aree casinò. Illegalità vuol dire criminalità”.