“Sono stanco di vedere persone che, pur seguite dai nostri servizi sociali, sperperano interi stipendi e pensioni al lotto o ai vari gratta e vinci e lotterie istantanee. Almeno vadano a giocare fuori paese e non si facciano vedere da me. Da adesso in avanti chi gioca cifre spropositate eviti poi di rivolgersi al Comune perché noi non daremo un euro a chi butta i soldi in questo modo”. Così Dante De Capitani, sindaco di Pescate (LC).

“Non è possibile che gente in difficoltà economiche sperperi al gioco tutti quei soldi, anche duecento euro a volta come se fosse la cosa più normale del mondo – dice il sindaco – e poi si rivolgano al Comune perché non hanno da mangiare o sono in difficoltà economiche. E’ immorale e vergognoso buttare i soldi così e il primo a doversi vergognare è lo Stato che non pone limiti a questo scandalo che rovina le persone”.

“Già non è una bella cosa vedere casalinghe e pensionati assemblati ai banconi degli esercizi commerciali, fissati agli schermi dei numeri nella speranza di vincere, ma non é quello il punto. Il punto è rovinare se stesso e la propria famiglia per il vizio del gioco e poi chiedere sostegno al Comune e quindi a tutti gli altri cittadini. Da adesso in avanti – ribadisce De Capitani – chi gioca in questo modo non avrà più nessun sostegno che non sia un piatto di minestra o aiuti in natura perché dar loro soldi significherebbe buttarli nel gioco”.

“La cosa positiva – conclude – è che Pescate figura agli ultimi posti nel gioco d’azzardo della Provincia ma non per questo ci sediamo sugli allori e continueremo il nostro contrasto in tutti i modi a questa piaga sociale”.