Il deputato Antonio Zennaro (Misto) ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Camera rivolta al Ministro dell’Interno in cui chiede se “ritenga necessario rafforzare le attività di competenza della prefettura di Pescara attraverso l’apporto di ulteriore personale che abbia esperienze e conoscenze specifiche nell’ambito di attività criminali, in modo da proseguire la «battaglia» per arginare e controllare quanto più possibile il fenomeno, garantendo ai pescaresi maggiore sicurezza e tranquillità nello svolgimento della vita quotidiana e continuando a lavorare sulle importantissime attività di prevenzione”.

Zennaro spiega nell’interrogazione “che le ripetute operazioni delle forze dell’ordine hanno portato alla luce il grave fenomeno della microcriminalità e della criminalità organizzata di alcuni quartieri del comune di Pescara, un problema che sta causando un crescente inquinamento della realtà sociale ed economica di queste aree, con particolare riferimento all’esistenza di veri e propri clan che gestiscono e controllano lo spaccio della droga e l’usura nelle piazze abruzzesi e non solo, insieme alla concentrazione di centri scommesse che, per la maggior parte dei casi, fungono da punti di riciclaggio di denaro sporco; secondo un bilancio diffuso dalla prefettura di Pescara relativo alle attività svolte in particolare da polizia, carabinieri e guardia di finanza nel 2019, sono stati oltre cento gli arresti, altrettante le denunce e quasi mille le perquisizioni solo nel quartiere di Rancitelli, dove si stima un giro di affari per droga di oltre un milione di euro. Oltre a Rancitelli, sono diversi i quartieri e le zone problematiche della città, tra cui Fontanelle, San Donato, Via Rigopiano, Zanni, Borgo Marino e Piazza Grue; oltre a numerosi arresti e blitz, sono state emesse negli ultimi anni alcune misure interdittive ed è stata approvata la legge regionale 96 del 1996 sugli alloggi popolari che prevede lo sfratto per gli abusivi, per chi compie reati o utilizza l’alloggio per atti criminosi, legge che pone in capo al sindaco la possibilità di emanare i così detti provvedimenti di decadenza nei confronti degli occupanti. Ad oggi sono più di cento le case gestite dall’Ater di Pescara occupate abusivamente o senza titolo, che aumentano i rischi strutturali di sicurezza, rendendo impossibile la vita per gli abitanti onesti, con i conseguenti problemi di convivenza sociale e degrado”.