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(Jamma) Il Consiglio Comunale di Parma (25 favorevoli su 29, astenuti i quattro esponenti della Lega) ha approvato la delibera che rivoluziona il settore del gioco d’azzardo prevedendo che entro fine anno 252 esercizi su 269 complessivi dotati di slot dovranno traslocare oppure togliere gli apparecchi a causa della nuova norma urbanistica del Comune unita alla legge regionale che impone 500 metri di distanza da scuole, ospedali e altri insediamenti. Delle 27 circa sale giochi e scommesse presenti in città quasi tutte saranno quindi costrette a scegliere se chiudere o delocalizzare in una delle zone compatibili.

Tutti i gruppi in Consiglio si sono detti favorevoli a disincentivare la presenza delle slot machine. La Lega giustifica l’astensione con la considerazione che la delibera, pur positiva, è stata redatta dalla Giunta in totale autonomia senza coinvolgere i gruppi consiliari. La delibera “Variante normativa al Piano operativo comunale e al Regolamento urbanistico edilizio per l’attuazione di misure di contrasto alle ludopatie” contiene la mappa dei “luoghi sensibili” incompatibili con le slot, una lista di 464 siti. Non si possono collocare le apparecchiature in zone residenziali, terziario, commerciale e agricole individuate con cerchi di 500 metri: nessun apparecchio potrà restare sotto questa distanza e quindi quasi tutta la città è stata praticamente dichiarata slot-free. Solo 17 esercizi sono abbastanza distanti da scuole, ospedali, centri anziani e tutti gli altri luoghi di pubblica frequentazione che la normativa comunale e regionale già da un anno ha affermato dover stare lontani da ogni forma di gioco d’azzardo. La delibera entra da subito in vigore e presto partiranno le lettere di avviso alle attività coinvolte con l’indicazione dei luoghi in cui è permesso insediarsi. Queste avranno sei mesi di tempo per trasferirsi.

Per l’assessore Michele Alinovi si tratta di una delibera che pone “forti obiettivi sociali mirando a togliere dalle zone residenziali frequentate da cittadini, bambini e famiglie e dalle aree dedicate al terziario e al commercio la presenza del gioco d’azzardo. L’obiettivo è riuscire a dare una risposta al contrasto alle ludopatie, che rappresenta un fenomeno in crescita anche a Parma, limitando la disponibilità di posti dove scommettere. Una manovra molto importante ma insufficiente se il Governo manterrà altre forme di gioco come gratta e vinci e scommesse online. Quindi la partita è nazionale”.

Soddisfazione è stata espressa dal gruppo Effetto Parma. Il capogruppo Cristan Salzano ha dichiarato il voto favorevole a “un provvedimento che interviene in modo deciso e puntuale. Dopo aver deliberato lo stop a nuovi insediamenti nell aprile 2017, oggi, forti della recente delibera regionale, alziamo l’asticella imponendo la rinuncia o la delocalizzazione alle attivita’ e portando cosi avanti un tema di grande sensibilita’. Rispondiamo così in modo energico alle richieste arrivateci da tanti cittadini di contrasto e lotta al gioco d azzardo. Non temiamo i ricorsi, che puntuali arriveranno; crediamo che le attivita debbano contraddistinguersi per il servizio offerto, per la qualita dei propri prodotti, per gentilezza e cortesia, non che vemgano scelte per opportunita’ di gioco, facilità di accesso. Vogliamo alzare la qualita dell’offerta dei servizi. Diciamo no alle osservazioni inviate dalle associazioni di categorie perche le battaglie quelle giuste vanno sempre combattute. Non esistono mezze misure, non accettiamo compromessi e continueremo con coraggio e forza a dire no al gioco d azzardo”.

Per il consigliere di Effetto Parma Stefano Fornari: “Lo Stato vuole fare cassa”.

Fabrizio Pezzuto di Parma Unita Centristi è consapevole che il “gioco rappresenta una fonte di sostentamento per tanti esercizi commerciali ma il contrasto alle ludopatie è fondamentale perché i danni socio sanitari correlati sono enormi” e invita a limitare anche gli orari di apertura dei luoghi dove si scommette.

Bruno Agnetti, consigliere di Parma Protagonista rileva che la “patologia è drammatica” e suggerisce all’Amministrazione comunale di lavorare nelle periferie dove il rischio solitudine che può portare al gioco è più forte. Anche Lorenzo Lavagetto, capogruppo Pd, parla di “atto di coraggio”, invita a lavorare sul limite agli orari di chiusura e ricorda che il provvedimento ha origine anche da una direttiva regionale.

“I luoghi di ‘atterraggio’ delle ricollocazioni, da attuare entro il 2018, sono principalmente quelle produttive” precisa Alinovi nel rispondere ai consiglieri Pier Paolo Eramo e Maurizio Campari. “Avere una concentrazione in poche zone – conclude l’assessore – potrà agevolare il lavoro di controllo delle forze dell’ordine e di contrasto da parte dell’Asl”.

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