“Grandi novità per quanto riguarda eSports e gaming a livello UE: la Commissione Cultura del parlamento europeo lunedì ha votato la “Relazione sugli eSport e i videogiochi” (Relatore: Laurence Farreng; Squadra: i.a. Hugo Salek). L’anno scorso, l’UE ha avviato un processo per affrontare il gioco e gli eSport. Come base, sono stati commissionati studi poi ad aprile il progetto di relazione è stato pubblicato e discusso in parlamento. La procedura di modifica è stata avviata/completata e lunedì, dopo 10 mesi di lavoro, la Commissione ha votato la relazione che è stata adottata all’unanimità!”, è quanto rende noto Nepomuk Nothelfer, ricercatore giuridico, consulente e co-fondatore del Research Center for Esports Law e dell’Esports Research Network.

“Per i punti importanti riguardanti gli eSport vedi sotto. In grassetto – spiega Nothelfer – ci sono le modifiche rispetto alla bozza di relazione originale ed evidenziate in giallo sono le parti più importanti. Ci sono anche alcuni passaggi su gambling e lootboxes!”.

Tra i punti salienti Nothelfer evidenzia:

  • La definizione di eSport: giocatori + videogiochi + competizione
  • L’UE è il livello appropriato per affrontare le sfide degli eSport
  • Appello per lo sviluppo di una strategia europea coerente per i videogiochi a lungo termine [compresi gli eSport]
  • Invito a sviluppare una carta per promuovere i valori europei nelle competizioni di eSport
  • Gli eSport differiscono dagli sport in quanto sono digitali per definizione (settori diversi, che possono integrarsi e imparare gli uni dagli altri e promuovere valori e abilità positivi simili)
  • Possibilmente creando linee guida coerenti e complete per quanto riguarda lo status dei giocatori professionisti di eSport e un visto per tutto il personale di eSport basato sui visti culturali e sportivi Schengen
  • Invito a promuovere la ricerca interdisciplinare sugli eSport e a creare un Osservatorio europeo dei videogiochi
  • Gli eSport possono anche essere incorporati nell’istruzione e contribuire all’acquisizione di competenze e abilità digitali (insiste sul fatto che gli eSport possono essere un “prezioso strumento di insegnamento”)
  • Necessità di sviluppare programmi educativi leader in Europa, anche nelle istituzioni pubbliche e nelle università
  • Le città possono svolgere un ruolo importante per supportare gli eSport e l’accesso ai videogiochi

“Prossimo passo: voto del Parlamento in plenaria e potenziale risoluzione (probabilmente a novembre)! Anche se questo è “solo” un passaggio intermedio: grandi complimenti per il prossimo traguardo a tutti i soggetti coinvolti!”, conclude Nothelfer.

Per maggiori informazioni sullo studio riguardante gli eSport: https://www.linkedin.com/posts/activity-6925098375394586625-A0Kj?utm_source=share&utm_medium=member_desktop

Per maggiori informazioni sulla bozza di relazione: https://www.linkedin.com/posts/activity-6928295713114087424-f2yb?utm_source=share&utm_medium=member_desktop

Di seguito il comunicato stampa diffuso dal parlamento europeo:

La Commissione per la Cultura e l’istruzione del Parlamento Europeo chiede di sviluppare una strategia dell’UE per i videogiochi, al fine di consolidare l’ecosistema di gioco europeo, trattenere i talenti dell’UE e aumentare il ruolo dell’UE. Nel testo adottato all’unanimità lunedì, gli eurodeputati per la cultura e l’istruzione chiedono alla Commissione e al Consiglio di riconoscere il forte potenziale di crescita e innovazione dell’ecosistema dei videogiochi dell’UE e di sviluppare una strategia europea per i videogiochi a lungo termine.

Chiedono di aumentare il numero delle produzioni europee di videogiochi e sottolineano che i criteri di finanziamento nei programmi Europa creativa e Orizzonte Europa non sono sempre adeguati alle esigenze delle piccole e medie imprese del settore. Suggeriscono inoltre di aumentare il sostegno nazionale per gli sviluppi locali di videogiochi tramite esenzioni nelle norme europee sugli aiuti di Stato. Allo stesso modo, la Commissione sottolinea che l’industria europea dei giochi è “attualmente alle prese con una carenza cronica di talenti” e chiede soluzioni per sviluppare e trattenere i talenti europei. Invitando a promuovere videogiochi che mettano in mostra i valori, la storia e la diversità europei, i deputati sottolineano il potenziale “per contribuire al soft power dell’UE”.

Proprio come gli sport fuori campo, anche i videogiochi e gli e-sport devono promuovere valori come il fair play, la non discriminazione, la solidarietà, l’antirazzismo, l’inclusione sociale e l’uguaglianza di genere.

“Sebbene metà degli europei siano giocatori, il settore non beneficia di una strategia dedicata a livello dell’UE, che si tratti di proteggere la proprietà intellettuale, canalizzare gli investimenti o promuovere il nostro know-how”, ha affermato il relatore Laurence Farreng (FR, Renew) dopo il voto. “I videogiochi rappresentano oggi un enorme settore culturale, che unisce arte, tecnologia e interazione. Hanno un grande potenziale in termini di economia, soft power, istruzione e connessione intergenerazionale. Inoltre, l’Unione Europea è il livello appropriato per sviluppare gli e-sport, con una carta, una mappatura e infrastrutture dedicate”, ha aggiunto. “Sono contento dell’esito di questa votazione, che manda un segnale forte a favore dell’ecosistema videoludico”, ha concluso Farreng.

Altre proposte della commissione Cultura e istruzione del Parlamento Europeo includono: creazione dell’Osservatorio europeo dei videogiochi per fornire ai decisori e alle parti interessate dati e raccomandazioni armonizzati per lo sviluppo del settore; creazione di un archivio dell’UE per preservare i videogiochi europei più significativi dal punto di vista culturale e garantirne la giocabilità in futuro; utilizzo di videogiochi ed eSport nelle scuole, come mezzo per lo sviluppo dell’alfabetizzazione digitale, delle competenze trasversali e del pensiero creativo, parallelamente alla sensibilizzazione degli insegnanti su questo prezioso strumento didattico; affrontare le sfide del settore, come il doping e le partite truccate nelle competizioni di gioco professionistico e negli eSport; avvertimento sui rischi per la salute derivanti da videogiochi ed eSport intensivi che possono includere mancanza di esercizio fisico e livelli di stress elevati.

Prossimi passi

Il Parlamento europeo nel suo insieme voterà la risoluzione durante la minisessione di novembre (9-10 novembre).

Background

La dimensione stimata del mercato europeo dell’industria dei videogiochi è di 23,3 miliardi di euro (secondo i dati del 2021). È uno dei pochi settori creativi che ha registrato una crescita del fatturato durante la crisi del COVID-19. Nel 2020 circa 98.000 persone in Europa erano impiegate nel settore dei videogiochi. Secondo l’IFSE, l’industria dei videogiochi europea, metà degli europei si considera giocatrice di videogiochi, di cui quasi la metà sono donne, con l’età media del giocatore di videogiochi UE che si attesta sui 31,3 anni.

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