Raffaele Palmieri è un nome molto noto nell’ambiente del gioco pubblico. Esperto di mercato, oggi presta la sua attività come consulente nell’ambito delle scommesse e del gaming. Alle spalle un’intensa attività associativa, Palmieri vanta una profonda conoscenza di tutte le tematiche e le criticità del comparto. Gli abbiamo chiesto il suo punto di vista su quanto sta accadendo, sugli effetti delle misure anti-Covid e su quali potrebbero essere i prossimi scenari.

D. Sale scommesse di nuovo chiuse come misura di prevenzione del contagio? Che cosa ne pensa?

A mio avviso il problema non sono i luoghi ma la mobilità delle persone, purtroppo i negozi di gioco vengono percepiti come posti indisciplinati, mentre si è investito molto nella prevenzione , sui protocolli, per tenere in sicurezza la clientela che oggi sceglie la frequentazione di un luogo in base al fatto che sia un posto sicuro o meno, igienicamente compatibile con la emergenza che stiamo vivendo. La realtà di quello che affermo è comprovato dal fatto che nel mese di Ottobre i fatturati erano ritornati quasi sugli standard dell’anno precedente. Peccato!

D. Prima del DPCM si erano mossi in questo senso gli Enti locali? Crede che abbia influito sulla scelta del Governo?

Gli enti locali sono presi da mille problemi, in particolare i presidi ospedalieri e la scuola, per cui non pensano abbiamo influito sulla scelta. Nello stesso governo ci sono stati diversi parei contrari, dello stesso CTS ma purtroppo il governo che corre dietro il virus,è confuso, 3 DPCM in 15 giorni ne sono la testimonianza.

D. Crede che una soluzione meno drastica, come una restrizione sugli orari d’apertura, sarebbe stata sostenibile?

Sicuramente, ripeto le restrizioni andavano impostate diversamente, ma poco cambiava ai fini della raccolta, in quanto questa segue i palinsesti sportivi che non hanno subito alcuna restrizione degli orari, o adeguamenti in base alla emergenza COVID. I campionati di calcio sono aperti, come altre manifestazioni sportive ; tennis,basket,moto,etc…. secondo le vecchie consuetudini che purtroppo non sono quelle attuali.

D. In questo momento c’è un forte pessimismo tra gli operatori. Quali crede possano essere le forme di indennizzo da chiedere al legislatore?

Per quanto riguardi i gestori, già sono state attuate piccole forme di ristoro da parte del Governo, spero che siano continuative in caso di ulteriori periodi di chiusura. Per i concessionari, davvero una beffa , introdotta la  tassa Covid, proroga onerosa senza poterne usufruire per tutto l’anno, notevoli investimenti andati in fumo. Credo che sia un dovere da parte di ADM intercedere affinché per l’anno prossimo la proroga non sia onerosa e parlo di tutti i settori del gioco pubblico, scommesse ,bingo etc..,ed adottare un blocco degli aumenti delle tasse per i prossimi 3 anni. E’ il momento che lo sforzo silente ma necessario degli operatori, vitale per finanziare diversi settori del paese, in ambito sociale, sia premiato sul piano della sussistenza economica.

D. Cosa potevano fare in più le sigle sindacali?

Purtroppo lo sforzo associativo di rappresentanza sotto le varie sigle Confederali è fallito, non viene mai percepito compiutamente dal Governo. Le stesse proteste mosse per riaprire il 15 Giugno scorso sono state già dimenticate. Negativo anche il proliferare di tante sigle sindacali poi scomparse il giorno dopo.  La mia idea è quella che servirebbe un organismo di governance (Monopoli ed operatori insieme), istituito per legge, per individuare gli  strumenti , le strategie, le politiche normative adottate negli ultimi anni, a livello europeo, in tema di tutela e gestione del gioco  pubblico, che sia a stretto contatto con il legislatore ,che mirano all’attuazione di quei principi di ‘ buona governance’ , vale a dire:  trasparenza, partecipazione e responsabilizzazione delle aziende nella filiera , adozione di un contratto di lavoro specifico  , efficacia, sostenibilità ed equità per tutti gli operatori.

In ultima analisi, un organismo che  intenda contribuire alla definizione e attuazione di un modello condiviso di “governance” a  protezione degli investimenti di settore,  supportando sia i processi evolutivi  sul piano giuridico/istituzionale e sia sul piano sociale, dove francamente si è, ampiamente, persa una battaglia di opinione. Con malevoli effetti collaterali in tema di restrizione orari, distanziamenti, tutela della salute pubblica e lotta alla ludopatia. Battaglie che ci hanno visto soccombenti  in tutti i Comuni di Italia.

D. Teme che anche stavolta, come spesso accade, le imprese che offrono gioco legale possano essere penalizzate rispetto agli interventi di sostegno all’economia?

Sicuramente, già lo siamo stati penalizzati in diverse occasioni, si dovrebbe pensare al futuro ed allo sviluppo, non al sostegno che rimane fine a sé stesso. Presto bisognerà introdurre nuovi strumenti per salvare la rete terrestre dei giochi pubblici, ad esempio spingere la vendita nello specifico della scommessa cross-channel, che presuppone un approccio che  mira soprattutto all’integrazione di canali diversi per offrire un servizio di vendita migliore allo scommettitore , in particolare favorisce la crescita del coinvolgimento e della fidelizzazione  del cliente presso il proprio negozio di gioco. Considerando  che ci è rimasto aperto ed attivo  il canale di vendita telematico, il cliente può anche solo ritirare la scommessa preso il proprio negozio, situato in prossimità della propria abitazione. Un esempio analogo di servizio è click&collect, per intenderci, che prevede di effettuare la prenotazione, l’ordine online e ritirare il prodotto in negozio, come già avviene per Amazon, Iquos presso i tabacchai, etc.   Allora sì che si potrebbero  tenere i negozi aperti in questa secondo lockdown , secondo ultimo DPCM,  semplicemente nessun assembramento, entrata breve e  disciplinata nel negozio, solo per ritira il prodotto che in questo caso è il prodotto scommessa. Analogamente potrebbe avvenire nel caso di riscossione della vincita.

D. Un mese di chiusura potrebbe ‘allontanare’ i giocatori dai punti che frequentano abitualmente? Crede che si possa incentivare in questo modo l’offerta di gioco illegale?

Sicuramente l’offerta illegale regna e prospera su queste disgrazie, ma anche l’ aliquota fiscale elevatissima  pone il problema  ed incentiva quello che elegantemente viene definito “ il mercato internazionale” ma che di fatto è solo raccolta abusiva ed illegale. Il tutto con un notevole danno erariale.  Per l’allontanamento dei giocatori già al primo lockdown si temeva uno spostamento , ma di fatto non è avvenuto. Oltre l’ emergenza Covid, ripeto, il giocatore ama intrattenersi , confrontarsi in sala, un cultura tipica dello scommettitore italiano consolidata negli anni e difficile da sradicare.