In occasione degli auguri di Natale, il Vescovo della Diocesi mons. Domenico Battaglia ha incontrato i sindaci ed i vertici di Prefettura, forze dell’ordine e Asl presso la “Sala ex Cinema Italia” di piazza Umberto I a Sant’Agata de’ Goti (BN) per fare il punto sul contrasto al gioco d’azzardo patologico. Erano presenti a quest’incontro il procuratore della Repubblica Aldo Policastro, il procuratore aggiunto Giovanni Conzo e il Questore Giuseppe Bellassai.

Tre date sono state fondamentali in questo percorso.

La prima: 20 dicembre 2017, data nella quale ci fu l’incontro nell’Episcopio di Cerreto Sannita tra il Vescovo e i sindaci dei Comuni afferenti alla Diocesi di Cerreto Sannita, Telese, Sant’Agata de’ Goti. La seconda: 15 febbraio 2018 a Villa Fiorita la firma del Protocollo d’intesa tra il Vescovo, la Caritas Diocesana, l’Asl di Benevento e i 27 sindaci. Terza data: 25 settembre 2018, nella quale c’è stata l’ultima riunione di don Mimmo con i sindaci. Il vescovo Battaglia chiedeva la velocizzazione della regolamentazione al fine di operare alla riduzione dell’offerta. Le Amministrazioni si sono confrontate, rimodulando il Regolamento secondo le esigenze del proprio Comune e sottoponendolo all’approvazione del Consiglio Comunale.

Il Protocollo d’intesa firmato a febbraio ha permesso fin da subito l’instaurarsi di una collaborazione proficua tra le parti che ci ha portato alla giornata di oggi. All’art. 1 si definiva il primo impegno comune: la strutturazione di un Osservatorio permanente presso la Caritas diocesana con la partecipazione degli Enti sottoscrittori, che, in due anni, organizzasse attività di prevenzione delle fasce maggiormente a rischio (studenti, giovani, anziani pensionati), promuovesse corsi di formazione e/o di sensibilizzazione di esercenti e “terminali” sociali (assistenti sociali, medici di base, ecc.) e associazioni laicali ed ecclesiali.

Una volta costituito l’Osservatorio, si è avviata la discussione circa la Regolamentazione dei Comuni sottoscrittori e si è lavorato all’elaborazione di un Documento programmatico.

Tale documento, dopo l’analisi dei dati e delle iniziative già presenti e operative, sintetizza la complessità del fenomeno nel territorio sannita. “La ludopatia, certamente riconoscibile come una malattia psico-sociale, matura da una cultura del piacere e dello sballo diffusasi anche nei nostri piccoli centri. Sarebbe auspicabile una vera trasformazione culturale, come più volte sollecitata anche dai Servizi territoriali.

Il Documento ha sottolineato la penetrazione severa del problema, con un taglio particolarmente grave di sommerso e della tolleranza sociale ancora piuttosto elevata rispetto alla dipendenza da gioco. Risalta una ancora scarsa consapevolezza della patologia, che spesso viene considerata soltanto un vizio. A tal fine si è ritenuto prioritario il sostegno di processi di consapevolezza che la ludopatia è una patologia alla stregua dell’uso di sostanze psicotrope e dell’alcool, anzi tanto spesso è associato ad altre forme di dipendenza patologica.

La percezione del numero di giocatori d’azzardo patologici, l’ingente spesa rilevata in slot, la persistenza nei comuni di Sale da gioco e di Esercenti con lotterie istantanee e altri tipologie di gioco d’azzardo, in sostanza l’esagerazione dell’offerta e del loro elevato utilizzo e la continua implementazione e diffusione di altre sale da gioco, sono state le premesse per la costituzione di una rete interistituzionale, che utilizzasse un approccio integrato e sistematico, al fine di operare verso la promozione di un’efficace azione di prevenzione, contrasto e cura”.

Ad oggi 14 sono i Comuni già regolamentati e altrettanti prossimi all’approvazione. Sono regolamentati i comuni di: Faicchio, Bucciano, Forchia, Dugenta, Durazzano, Cerreto Sannita, Arpaia, Casalduni, Moiano, Pietraroia, San Lorenzo Maggiore, San Salvatore Telesino, Castelvenere, Telese Terme.

Sono in via di approvazione, nei prossimi giorni: Guardia Sanframondi, Airola, Cusano Mutri, Melizzano, Sant’Agata de’ Goti, Valle di Maddaloni, Gioia Sannitica, Puglianello, Frasso Telesino, San Lorenzello, Ponte, Amorosi e Solopaca.

Queste le attività della prima annualità che, come già detto, perseguono l’obiettivo della sensibilizzazione, della formazione, dell’informazione e della prevenzione, ossia della consapevolizzazione del problema: “incontri informativi/informativi con gli Assistenti sociali, i Dirigenti scolastici e i docenti, gli appartenenti ad associazioni civili, inoltre con i membri degli Uffici di Curia della Diocesi e delle associazioni ecclesiali allo scopo di leggere e spiegare il Protocollo e formulare proposte operative nei “propri luoghi” di aggregazione; sportelli d’ascolto dislocati in più punti della Diocesi dove informare, orientare verso i luoghi di cura preposti (SER.D. territoriali in particolare) e sostenere sia i singoli che le famiglie; campagna di sensibilizzazione e di pubblicità di controtendenza con volantini e locandine, e il costante monitoraggio delle “buone prassi” – ad es. ricognizione di esercenti che scelgono eticamente di non avere slot, oltre alla divulgazione periodica di “quanto sta avvenendo” attraverso tutti i mezzi di comunicazione; progetto “Fuori dai giochi” negli Istituti Superiori di Airola e di Faicchio/Castelvenere: gli studenti di alcune classi sono impegnati nella strutturazione di un processo penale con capi d’imputazione di reati collegabili al Gioco d’azzardo patologico, con l’ausilio e la disponibilità gratuita di un’equipe di magistrati/avvocati e di una psicologa, oltre che di volontari. Negli altri Istituti superiori si stanno valutando le iniziative possibili; scelta di due comuni pilota, Arpaia e Casalduni, in cui le iniziative di sensibilizzazione e di promozione sono proposte dal sindaco e dall’amministrazione, dal parroco, dai cittadini sensibili e dai membri di associazioni del paese in collaborazione con l’Osservatorio. Ad Arpaia si è già iniziato sabato 15 dicembre; formazione di operatori sociali, sanitari e pastorali in vista di un approccio al ludopatico per riconoscere i segnali del problema e consigliarne la cura; collaborazione con esperti legali e di economia per contrastare le devianze della ludopatia soprattutto usura e ingresso in ingranaggi della criminalità. La Diocesi ha a sua disposizione uno sportello antiusura; costituzione ancora in divenire di un gruppo di auto-mutuo aiuto sia per i giocatori d’azzardo patologico che per le famiglie; dialogo con l’Associazione “Libera” che, da sempre, ha promosso forme di contrasto alle dipendenze per stanare la complicità con le mafie”.