“Lo dico a questi lavoratori come agli operatori dei centri scommesse del gioco d’azzardo: non vi fate strumentalizzare dalle lobby, dalle multinazionali del petrolio”. E’ quanto affermato dal vicepremier Luigi Di Maio in risposta alla contestazione ricevuta a Ortona (CH) da parte di un gruppo di operai, lavoratori del settore delle estrazioni – che in Abruzzo dà occupazione a migliaia di persone, con l’indotto – furiosi per la norma del decreto semplificazioni sullo stop alle trivelle.

Il leader dei 5 Stelle era presente in piazza insieme a Di Battista a sostegno della candidata Sara Marcozzi (si vota per le regionali il 10 febbraio). “Buffoni, buffoni” e “Andate a lavorare” gli slogan più diffusi.

L’ennesima dimostrazione di come ormai, secondo il Ministro del Lavoro, le proteste non siano sintomo di un disagio reale, ma semplicemente il frutto di una nuova forma di schiavitù che sta colpendo gli italiani, quella verso le lobby. In realtà è sempre più evidente come il M5S sia totalmente incapace di accettare il contraddittorio, e questa non è politica, ma mera ripetizione di slogan portati avanti come mantra.