“Purtroppo non ci stupisce il caso del Comune di Occhiobello che si trova in difficoltà perché la recente Legge Regionale contro il gioco d’azzardo è più permissiva dei preesistenti regolamenti comunali”. Così i Consiglieri Regionali del coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto).

Il problema è emerso nel corso di un ricorso al Tar che una società aveva presentato contro il regolamento comunale di Occhiobello (RO), teso a limitare gli orari di attività delle slot e vlt, ma riguarda tutto il Veneto. Secondo alcune interpretazioni, come quella emersa nel corso del contenzioso, infatti, la nuova legge regionale, nata per tutelare dai rischi della dipendenza del gioco d’azzardo, in realtà rischia di disarmare i Comuni su questo fronte, dal momento che impedisce di individuare più di sei ore al giorno di spegnimento obbligatorio delle “macchinette”. A oggi, vari municipi hanno individuato orari ben più stringenti.

“Questa Legge, nonostante la Lega urli il contrario, impedisce la tutela delle persone più vulnerabili – attaccano i consiglieri – rinunciando a limitare le distanze dei punti di gioco dai luoghi sensibili. Questo il nostro commento all’indomani della sua approvazione e lo ribadiamo con forza ora che gli effetti iniziano a manifestarsi; infatti, pare che nel Comune di Occhiobello prima ci fosse un regolamento molto severo il quale ora dovrà essere ‘annacquato’ in base a quanto previsto dalla L.R. 38/2019”

“Il Veneto, e il Polesine in particolare, sono territori ad altissimo rischio di ludopatia quindi il principio a cui ispirarsi deve essere quello della protezione dei cittadini. Si direbbe che questa non sia la volontà della Lega dato che il nostro emendamento per ampliare le fasce orarie di chiusura obbligatoria non è stato approvato”.

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