Slitta di qualche giorno l’approvazione del decreto legge Sostegno che secondo le previsioni sarebbe dovuto approdare in Consiglio dei Ministri questo fine settimana. Secondo quanto riferisce l’ANSA serviranno ancora simulazioni, approfondimenti e un momento di confronto nella maxi-maggioranza per mettere a punto il nuovo sistema dei sostegni – che da quanto emerso finora molto somiglia ai vecchi ristori – e stabilire come spendere i 32 miliardi di extradeficit già autorizzati dal Parlamento.

Secondo le prime anticipazione verrà abbandonato il sistema dei codici Ateco consentendo di allargare la platea degli avente diritto. Le simulazioni effettuate includono anche i professionisti e adottano il tetto dei 5 milioni, quello applicato già lo scorso anno con i primi contributi a fondo perduto del decreto Rilancio.

Il Sole24Ore anticipa quello che potrebbe essere il nuovo sistema di calcolo. Gli aiuti sarebbero parametrati alla perdita mensile media del 2020 sul 2019 moltiplicata per due, secondo un sistema in quattro fasce aperto a 800mila professionisti.

“Un esempio aiuta a districarsi in questi parametri per capirne gli effetti sostanziali. Un commerciante (o un professionista) che ha fatturato 240mila euro nel 2019 si è fermato a 120mila euro nel 2020. La perdita media mensile è quindi 10mila euro (120mila diviso 12), e il valore di riferimento diventa di conseguenza 20mila euro (la perdita mensile moltiplicata per due).

A questo valore si applicherebbero le percentuali di indennizzo articolate in quattro fasce: 30% per chi ha fatturato fino a 100mila euro nel 2019, 25% per chi si è attestato fra 100mila e 400mila (come nell’esempio), 20% fino a un milione e 15% fino a 5 milioni. Nel caso raccontato sopra, quindi, l’aiuto sarebbe di 5mila euro”, scrive il quotidiano economico.