Fabio Scurpa per Slc-Cgil, Mirco Ceotto per Fisascat-Cisl e Giovanni Di Cola per Uilcom-Uil hanno inviato una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, al Sottosegretario con Delega al Gioco Pierpaolo Baretta e ai Presidenti della Regioni Veneto, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta, per sottoporre le problematiche sollevate dall’ultimo Dpcm, che di fatto chiude le tre case da gioco di Venezia, Saint Vincent e Sanremo.

Si legge: “Con la presente le scriventi organizzazioni sindacali rappresentanti il settore Gioco-Casinò vogliono sottoporre a Voi le problematiche sollevate dall’ultimo Dpcm, che di fatto chiude le tre sale gioco di Venezia, Saint Vincent e Sanremo.

Il nuovo DPCM, a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della Salute, emanato il 24 ottobre u.s., impone alle Case da Gioco attive su territorio nazionale un ulteriore blocco dell’attività. Il cosiddetto Decreto Ristori dovrebbe assegnare ad aziende e lavoratori cifre sostenibili dagli stessi e sufficienti a compensare le perdite causate dalla obbligata chiusura.

Perdurando una tale situazione, la tenuta aziendale dei Casinò rischia di essere gravemente compromessa, con le evidenti conseguenze per le società e per i lavoratori tutti. Peraltro i Casinò sono di proprietà pubblica e i proventi sono reinvestiti sul territorio a beneficio della collettività, la chiusura oltre al danno a tutta l’economia locale determina il trasferimento di capitali verso le case da gioco dei paesi confinanti di Slovenia, Croazia e Montecarlo, come già successo con la chiusura di Campione rispetto alle case da gioco sul territorio svizzero.

Le scriventi segreterie pertanto sono con la presente a richiedere un confronto urgente sui temi esposti per addivenire a determinazioni condivise di salvaguardia sia per le aziende che per i lavoratori. La sventura del Covid-19 dovrebbe essere occasione per rivedere l’approccio generale al tema del gioco d’azzardo; il Casinò è un luogo dove il gioco è incanalato e sorvegliato, dove sono applicate rigorosamente le normative vigenti, in primis quelle anti-riciclaggio. La clientela è registrata e costantemente monitorata e gli eccessi sono scoraggiati. Un luogo pubblico che va rafforzato come presidio di legalità del gioco d’azzardo, indebolirlo significa favorire criminalità e ludopatia”.