Dopo l’approvazione del ddl sul gioco proposto dalla Lega in Piemonte son stati diversi gli interventi da parte dei consiglieri di minoranza. Li riportiamo di seguito:

Il Gruppo PD in Piemonte: “Abbiamo fatto tutto il possibile per fermare una leggere iniqua che aumenterà le slot nel Piemonte. Il centrodestra va avanti incurante delle associazioni, dei sindaci, delle famiglie, della propria coscienza. Ne prendiamo atto ma non finisce qui!”.

Monica Canalis (PD): “Non finisce qui. Abbiamo perso questa battaglia, ma non sarà l’ultima. Faremo ricorsi e impugnative per continuare a dire no al gioco d’azzardo patologico”.

Raffaele Gallo (PD): “Non abbassiamo la guardia. Per una scellerata legge della destra da oggi il Piemonte è meno tutelato contro il gioco d’azzardo patologico e i fragili sono più fragili. Noi continueremo a dare battaglia”.

Maurizio Marello (PD): “In Piemonte tornano le macchinette (intese come slot) ma non le macchine (intese come auto). Poco fa mentre il Consiglio regionale dopo settimane di lavoro approvava a maggioranza (neanche tutta) il ritorno delle slot ad ogni angolo di città e paesi, quasi in contemporanea l’ad Carlo Tavares annunciava che la fabbrica di batterie elettriche del gruppo Stellantis (Fca + Peugeot) con il sostegno del Governo italiano sarà realizzata a Termoli in Molise e non a Torino Mirafiori. Una infelice coincidenza. Ma quando le industrie perdono le loro radici e la politica si occupa d’altro capita anche questo. E pensare che Salvini pochi giorni fa a Torino dava quasi per scontata la scelta del capoluogo piemontese. Non finisce qui. Abbiamo lottato con passione e determinazione sapendo di essere dalla parte giusta; con il sostegno di tanti cittadini, amministratori, sindaci, associazioni, uomini e donne di chiesa a cui va il nostro grazie! Ma i numeri in democrazia contano. E la maggioranza di destra guidata dal Presidente Cirio, forzando il regolamento consiliare, poco fa ha abrogato la legge 9/2016 sul gioco d’azzardo patologico. Lo aveva promesso in campagna elettorale e così ha fatto. Da domani le nostre città ed i nostri paesi torneranno a riempirsi di slot machine come un tempo. Una scelta politica sbagliata contro il “bene comune” e per l’interesse delle lobby del gioco d’azzardo. Ma la battaglia non termina qui”.

Domenico Ravetti (PD): “Hanno cambiato la legge contro il Gioco d’Azzardo patologico, ora “le macchinette” torneranno in molti luoghi in cui dal 2016 erano state tolte. Per Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia nei fatti la salute viene dopo altri interessi, questa è la verità. Voglio ringraziare i sindaci, le associazioni, i medici, gli istituti di ricerca, gli operatori sociali, i tantissimi volontari che ci hanno sostenuto in questa battaglia. Grazie a don Luigi Ciotti. Grazie don, davvero grazie per essere stato al nostro fianco. Il suono delle tue parole ci accompagnerà per sempre “Non si può giocare con la vita delle persone e non vogliamo renderci complici delle sofferenze delle famiglie”. Ma non finisce qui don. Promesso”.

Domenico Rossi (PD): “Non è un bel giorno per i piemontesi. Abbiamo perso la battaglia in difesa della legge per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico. La battaglia si è chiusa, ma solo in aula. Perché ci troverete sempre dalla stessa parte, a difesa dei più fragili, insieme a chi ogni giorno si fa carico di queste sofferenze. Davvero non abbiamo lasciato nulla di intentato. E’ stata l’opposizione più dura che ho visto in questi sette anni a Palazzo Lascaris, e non è stata del tutto vana, infatti, il Piemonte resta l’unica regione in Italia in cui le slot non potranno tornare nei bar nonostante i desiderata della Lega. Per il resto purtroppo la maggioranza ha scelto di non ascoltare, mettendo in secondo piano la salute dei piemontesi”.

Daniele Valle (PD): “Non ce l’abbiamo fatta. Fin da inizio legislatura abbiamo fatto di tutto per salvare la nostra legge 9/2016 per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo patologico, ma il presidente Cirio ne ha fatto una questione di bandiera. Per loro le slot machine sono state in questi mesi una specie di ossessione, cosa che a me sembra veramente assurda, considerando tutti i problemi che abbiamo in mezzo a questa pandemia da Covid19. Ieri durante la discussione della legge abbiamo chiesto il voto segreto appellandoci alla coscienza dei consiglieri di maggioranza. Le contraddizioni sono emerse poco dopo sull’emendamento della Giunta per ridurre le distanze delle slot dai luoghi sensibili: i consiglieri di Fratelli D’Italia non hanno ritirato la scheda come abbiamo fatto noi, e tra i 25 votanti (numero minimo perché la votazione fosse valida) due consiglieri (o della Lega – Salvini Premier Piemonte o di Forza Italia Piemonte) si sono astenuti. Solo 23 a favore. Stesso copione sul voto segreto all’art. 14 sulle limitazioni al gioco per orari di chiusura e sulla possibilità per i Sindaci di aumentarle autonomamente: 26 presenti, 24 favorevoli, un astenuto e un contrario. Questa spaccatura è durata fino alla fine, tant’è che persino sulla votazione conclusiva della legge i consiglieri del gruppo di Fratelli d’Italia e uno della Lega Piemonte, si sono astenuti. E’ evidente che il ddl 144, non solo ha provocato una grave spaccatura tra chi governa la Regione e la società civile, che da mesi manifesta la propria contrarietà, ma si è rivelato fortemente divisivo anche all’interno della stessa maggioranza. Cosa che però non è bastata a fermare le pressioni di parte della maggioranza.
Non sono stati sufficienti neanche manifestazioni, flash mob, appelli, emendamenti, interventi in aula. Il presidente Cirio ha deciso che il gioco d’azzardo è una leva economica irrinunciabile per il Piemonte, anche se rovina intere famiglie gettando sul lastrico proprio le persone più fragili. Che amarezza”.

Sarah Disabato
(M5S): “Ieri, come in altre occasioni, ho espresso tutta la mia contrarietà nei confronti della modifica alla legge regionale 9/2016 per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. Il tema della legalità e delle infiltrazioni mafiose nel settore del gioco legale preoccupa non solo le opposizioni in Consiglio regionale, ma anche parte della maggioranza.
L’Assessore Marrone (FdI) ha infatti espresso un considerevole timore rispetto alla poderosa liberalizzazione del gioco in assenza di misure di dettaglio che consentano di contrastare le infiltrazioni malavitose. Le sue istanze non sono state recepite, esattamente come le nostre; un atto che potrebbe decretare, a detta dell’Assessore, un abbassamento delle “difese immunitarie” nei confronti dei continui attacchi della criminalità organizzata. Sono stata attaccata dal capogruppo della Lega, Alberto Preioni, per il pensiero espresso rispetto allo stesso argomento (evidentemente qualcuno ha preferito tapparsi le orecchie durante l’intervento del suo alleato). Alla luce delle tante inchieste della magistratura (anche sul nostro territorio) e degli esiti dei controlli sulle attività adibite al gioco legale da parte della Guardia di Finanza (che attestano un aumento degli illeciti) è più che sensato pensare che questa modifica possa risultare dannosa. La riduzione dell’offerta e gli interventi messi in atto dalle Regioni e dai Comuni per disincentivare il fenomeno del gioco d’azzardo sono state due armi fondamentali al fine di contrastare i fenomeni malavitosi. Purtroppo da oggi non sarà più così. Con la modifica alla legge regionale vigente rischiamo davvero di cancellare quanto di buono è stato fatto per la tutela della salute dei cittadini e per il contrasto al malaffare”.

Ivano Martinetti (M5S): “Quando ci ritroviamo a scrivere, discutere e votare una Legge dobbiamo sempre ricordaci che questa comporterà degli effetti sulla vita di milioni di cittadini, persone che non meritano certo di essere viste e trattate come fossero merce di scambio per qualche voto in più. Ormai da tempo, in Consiglio Regionale, ci ritroviamo a discutere del Disegno di Legge presentato della Lega che difatti smantella la Legge attualmente in vigore in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico (GAP). Dopo aver presentato in aula decine di studi con lo scopo di cercare di far ritirare alla maggioranza Cirio questo disegno di legge scellerato, oggi ho deciso di portare in aula la storia di vita di una donna ludopatica. Una delle tante vittime della ludopatia. La signora Maria, donna nata povera, ma ritrovatasi ad un certo punto della sua vita con quasi mezzo milione di euro in banca, oggi non ha più niente da perdere: ha giocato tutto quello che aveva, mossa dalla malattia della ludopatia. Noi abbiamo scelto da che parte stare: dalla parte di chi sogna per queste persone un presente recuperabile e un futuro ancora da costruire, lontano dal gioco d’azzardo patologico. La maggioranza Cirio (Lega, FdI e FI) ha deciso di stare dalla parte opposta e lo dimostra smantellando la buona legge che oggi contrasta il GAP. Lascio a voi ogni considerazione finale. Noi abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare”.

Il Gruppo M5S in Piemonte: “La controriforma leghista sull’azzardo è stata approvata in Consiglio regionale. E’ un giorno nero per il Piemonte, per la legalità, per la democrazia. Una macchia indelebile sulla storia dell’ente e della politica regionale. I responsabili di questo scempio ben difficilmente potranno far dimenticare il disastro che hanno combinato ai danni della comunità piemontese. Lo smantellamento della buona legge regionale 9/2016 contro il gioco d’azzardo patologico rappresenta un assist alla criminalità organizzata ed una porta spalancata all’azzardopatia. La Lega, con questa legge, contribuisce ad aumentare il rischio per centinaia di cittadini e le loro famiglie di ripiombare nel tunnel dell’azzardo patologico, con evidenti ripercussioni anche sul servizio sanitario regionale. Una scelta scellerata, avvenuta ignorando tutti i pareri contrari di associazioni, enti locali e forze dell’ordine che, durante le audizioni in commissione, hanno messo in guardia il legislatore dal modificare questa buona norma. Nonostante l’impegno profuso in aula, con una opposizione durissima, e nelle piazze con la raccolta firme #Fuorigioco, non siamo riusciti a vincere questa difficile battaglia. Non abbiamo nulla da rimproverarci, tuttavia non è ancora scritta l’ultima parola. Visti gli evidenti profili anticostituzionali della nuova norma, confidiamo in uno stop da parte della magistratura”.