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(Jamma) S.O.S. Ludopatia, smetti col gioco d’azzardo: rivolgiti allo sportello territoriale più vicino. Questa la presentazione del servizio offerto dalla Regione Lombardia a chi ritiene di avere un problema con il gioco d’azzardo. Il servizio è stato istituito attingendo alle risorse stanziate per il contrasto al gioco patologico e attraverso personale formato indirizza l’utente alla struttura più vicina. Una iniziativa promossa più o meno da tutti gli enti locali che hanno avviato interventi di questo tipo. Il fatto che la Regione abbia istituito un numero verdi di questo tipo non dissuadere i Comuni dal fare la stessa cosa. Per restare in Lombardia infatti va rilevato che anche il Comune di Milano ha attivato una linea dedicata all’ascolto, al sostegno dei soggetti ai rischio, all’orientamento verso i servizi attivi sul territorio (compresi quelli sanitari), attiva 7 giorni su 7, per parlare con gli operatori sociali o per lasciare messaggi al centralino 24 ore al giorno. Servizi che comportano un costo non indifferente e che, come nel caso della Lombardia, rappresentano uno spreco di denaro pubblico. Va detto infatti che nell’ultimo anno a quel numero voluto dalla giunta Maroni sono arrivate solo 23 telefonate.

E’ andata meglio (vale a dire è stato più utile) il numero verde messo a disposizione dall’Azienda sanitaria di Brescia (utilizzando parte degli oltre 300.000 euro assegnati) che in un anno ha ricevuto 120 chiamate. Ma di numeri verdi ce ne sono a Pavia (gestito da soggetti, per tramite di associazioni, che fanno parte del gruppo di lavoro della Regione Lombardia), ma anche presso la ASL di Sondrio. Ma la cosa più interessante è che dall’ottobre scorso è attivo un numero Verde nazionale, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, a cui possono rivolgersi tutti i residenti in Italia e che indirizza alle strutture di supporto più vicine. E allora perché attivare tutti questi ‘numeri Sos’ con conseguente spreco di denaro pubblico?

Non se lo sono chiesto nemmeno gli amministratori della Regione Lazio che in tempo perfetto (nel dicembre scorso) per accedere ai fondi del Ministero della Salute messi a disposizione per il contrasto al gioco d’azzardo patologico hanno pensato bene di stanziare ben 100.000 euro per l’implementazione del numero verde regionale “attraverso la formazione del personale addetto alle chiamate e l’analisi periodica dei report per il monitoraggio delle attività e la tipologia delle richieste”. Chissà se l’associazione dei consumatori o la Corte dei Conti lo troverà normale e per nulla sospetto? A quando i controlli sull’utilizzo dei soldi pubblici per queste iniziative e soprattutto la loro utilità?

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