In occasione dell’inaugurazione del Corso di Formazione alla lotta contro il gioco d’azzardo patologico, Simona Neri (nella foto) ha proposto un intervento volto alla necessità di cambiamenti da attuare, riguardo problema del gioco d’azzardo patologico nel tessuto sociale e culturale territoriale. Come Sindaco di Laterina-Pergine e referente per Anci Nazionale all’interno dell’Osservatorio, collabora nella stesura e nell’individuazione di regole che consentano di gestire il comparto del “gioco lecito”.

“Sul gioco d’azzardo patologico – ha detto Neri – occorre una analisi multidisciplinare per comprendere un fenomeno che davvero è complesso e che quantomeno coinvolge, oltre all’ambito sanitario, gli uffici delle politiche sociali delle Istituzioni Locali, le Forze dell’Ordine e tutto il mondo del Terzo Settore che ha un ruolo determinante anche sul fronte della sensibilizzazione e della riabilitazione sociale delle persone che cadono in questa grave problematica” si legge su valdarnopost.it.

“L’obiettivo di Anci, oltre a quello di fornire un supporto amministrativo agli Enti – ha spiegato la prima cittadina – è quello di diffondere la cultura del gioco sano, del gioco sociale. Per intendersi, il periodo stesso del lockdown ha visto modificare le abitudini di gioco portando il gioco d’azzardo online a triplicare il gettito rispetto a 5 anni fa. E così, a fine 2020 il bilancio dell’online è circa di 44 miliardi, al lordo. Tutt’altro è accaduto al gioco cosiddetto “fisico”: è diminuito di più della metà, scendendo sui 25-26 miliardi”.

Intanto vanno avanti le iniziative per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo. “A marzo del 2017 – ricorda Neri – in Anci Toscana abbiamo messo a punto e distribuito a tutte le Amministrazioni toscane una ‘bozza tipo’ di Regolamento sul Gioco lecito. Il regolamento comunale consente agli Enti Locali di inserire ulteriori luoghi sensibili all’interno dei propri territori dai quali mantenere la distanza di 500mt per l’apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro, oltre ai locali di proprietà comunale, oratori, biblioteche, musei, giardini pubblici, ospedali, ambulatori medici, centri di primo soccorso, centri di recupero psichico e motorio, case di cura, strutture ricettive per categorie protette, fermate del pubblico trasporto, sportelli bancari o bancomat, agenzie di prestiti e pegni, “compro-oro””.

“Le autorità purtroppo – aggiunge la prima cittadina – continuano a sostenere la tesi che l’incremento dei giochi pubblici d’azzardo abbia come effetto la sottrazione di target di mercato ai giochi illegali. E’ dimostrato che non è così, per esempio, per il rilascio delle autorizzazioni attraverso la corruzione di pubblici funzionari è stata già riscontrata. E ne sono derivate autorizzazioni concesse anche a soggetti “ineleggibili” perché contigui o apparentati con esponenti legati alla criminalità. Oltre alla scarsa capacità di controllo-ispezione sulle strutture per il gioco d’azzardo, va denunciato che le risorse organizzative e professionali sono troppo poche. E le verifiche tecniche sono complesse, elaborate, onerose. Così una larga percentuale (almeno il 10%) degli apparecchi automatici restano fuori da ogni serio accertamento”.

Conclude Neri: “Oggi, con l’avvento improvviso e drammatico della crisi economica indotta dal blocco delle attività (resosi necessario per fronteggiare l’epidemia di Covid-19) l’esposizione al rischio di gioco d’azzardo, capillarmente diffuso, può comportare effetti di esclusione sociale di portata incalcolabile e comunque molto drammatici”.