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Nasce il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. “Ringrazio Anci per avermi nominata come rappresentante della Regione Toscana, mi impegnerò per esportare le buone pratiche del nostro territorio e per portare il contributo della mia esperienza di questi anni nella definizione di un sistema di regole “quadro” per combattere lo sviluppo di questo disagio sociale e potenziare l’autonomia locale dei Comuni” ha dichiarato Simona Neri (Sindaco del Comune di Laterina-Pergine Valdarno in Provincia di Arezzo).

“Un bel passo avanti. Di fronte a questa problematica l’Ufficio per le Politiche Sociali del Comune non basta, serve una forte collaborazione tra ASL, Forze dell’Ordine, mondo dell’associazionismo. Tutto questo si inserisce all’interno di un quadro legislativo che demanda la regolamentazione alle Regioni e che di conseguenza risulta caratterizzato da una differenziazione piuttosto spinta. In assenza di una Legge quadro nazionale a cui anche le Questure possano riferirsi per il rilascio delle autorizzazioni, i Comuni sono lasciati spesso soli a dover gestire le conseguenze del “gioco lecito” in Italia senza aver capacità di controllo della distribuzione territoriale degli apparecchi da gioco (se non per gli effetti delle Leggi Regionali che lo consentano) nè sugli orari di apertura degli stessi esercizi. Questo è il motivo per il quale ho deciso di impegnarmi a livello locale tramite il Comitato ValdarnoNoSlot; comitato nato dall’iniziativa delle amministrazioni e delle associazioni del mio territorio, ed il motivo per il quale poi, all’interno di Anci Toscana, ho coordinato come Responsabile una rete di Sindaci molto attivi sul contrasto alla patologia da gioco d’azzardo. L’obbiettivo è stato duplice: individuare una serie di azioni che gli Enti Locali potessero mettere in atto per contrastare lo sviluppo della dipendenza e sensibilizzare al “gioco sano”, ma anche collaborare nella stesura e nell’individuazione di regole quadro nazionali che possano consentire di gestire il comparto del “gioco lecito”, garantendo un’ autonomia decisoria ai Comuni che ultimi, nella filiera istituzionale, si trovano a far fronte alla gestione di un problema scio-sanitario molto complesso” ha spiegato Neri in un’intervista ad Agenparl.

“In questo nuovo contesto potremmo parlare del “modello toscano”, entrando nel merito dei decreti attuativi della Conferenza Unificata (07.09.2017), ma anche soffermarci sull’importanza di attivare il gioco tramite tessera sanitaria. Ritengo fondamentale mettere a disposizione l’esperienza e l’attività svolta all’interno di Anci Toscana per condividere le buone pratiche degli Enti Locali. Sarà poi necessario collaborare tra soggetti per l’individuazione di regole nazionali che possano riordinare il comparto e limitare lo sviluppo della patologia da gioco d’azzardo nella consapevolezza che l’autonomia locale dei Sindaci, primi responsabili della salute pubblica, venga salvaguardata e potenziata. Tutto ciò tenendo in primo piano il ruolo che esercitano le Forze dell’Ordine, la Commissione Parlamentare Antimafia, il Terzo Settore. Siamo consapevoli della necessità di condividere con loro misure di contrasto all’illegalità ed alle infiltrazioni criminali” ha concluso Neri.

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