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(Jamma) Almeno 600 posti di lavoro andati in fumo a causa delle nuove norme adottate dal Comune di Napoli e che hanno introdotto restrizioni alle attività di gioco pubblico.

Questa la denuncia dei lavoratori del settore che ieri hanno manifestato davanti alla sede del Comune di Napoli chiedendo un confronto con l’assessorato al lavoro.La manifestazione spontanea, di cui è stata data notizia su queste pagine, ha riguardato i dipendenti delle molte attività che hanno sede nel territorio comunale che in queste settimane hanno visto ridurre gli orari di lavoro e che oggi temono di non poter contare più in una occupazione stabile. La notizia , prontamente ripresa in modo errato da altri organi, è stata distorta parlando di imprenditori di settore.

Nel territorio comunale risultano infatti 345 esercizi all’interno dei quali si offrono servizi di gioco pubblico e che, per effetto dell’entrata in vigore delle norme nazionali che vietano l’accesso ai minori, hanno registrato la perdita di oltre 600 posti di lavoro e altrettanti potrebbero essere cancellati a seguito delle limitazioni agli orari di apertura.

Per quanto riguarda, nello specifico, le agenzia di scommesse è stato sottolineato che la chiusura prevista dalle 12,00 alle 18,00 impedisce l’attività quando la maggior parte degli eventi ippici e sportivi sono in pieno svolgimento. Stiamo parlando di partie di calcio, basket , corse dei cavalli ). Al contrario i Corner scommesse ( all’interno di bar e tabacchi) che non sono caratterizzati da attività di gioco prevalente, possono tranquillamente accettare giocate senza interruzioni. Qui non è previsto il divieto di accesso ai minori come nel caso delle sale scommesse dove i tragressori rischiano sanzioni fino a 20.000 euro.

Le sale bingo lamentano il fatto che gli orari di apertura previsti dal regolamento comunale non risultano in alcun modo in linea con le abitudini dei clienti che, notoriamente, si recano in questi locali nel tardo pomeriggio o di sera e che per questo scelgono di spostarsi e frequentare sale dei comuni limitrofi. Sembrerebbe che qui gli orari di apertura siano stati estesi fino all’alba mentre gli spazi dedicati al gioco, vista la maggiore affluenza, siano stati ampliati.

Lo stesso si può dire per le sale dedicate dove le limitazioni agli orari hanno determinato la perdita di buona parte della clientela.

Il regolamento comunale non ha tenuto in alcun modo conto della continuità urbanistica tra la periferia cittadina e i comuni confinanti, tutti inclusi del perimetro della Città Metropolitana su cui gravitano 263 punti scommesse e 6 sale bingo, senza alcuna limitazione oraria.

I lavoratori che il 4 maggio incontreranno l’assessore Enrico Panini denunciano il carattere discriminatorio di un regolamento che non prevede nessuna limitazione all’offerta di altre tipologie di gioco come le lotterie e i giochi a pronostico.

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