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(Jamma) – La commissione Attività Produttive del Comune di Napoli, presieduta da Vincenzo Solombrino, ha incontrato i rappresentanti delle associazioni di categoria per un confronto sulla bozza del nuovo regolamento comunale su pubblicità e affissioni. Sono intervenuti l’assessora al ramo Alessandra Sardu, la dirigente del servizio Polizia amministrativa Caterina Cetrangolo e Pasquale Spalice dell’ufficio Tributi.

La commissione, ha detto il presidente Solombrino, ha lavorato insieme ai tecnici e all’assessora per snellire e semplificare una regolamentazione risalente ad oltre venti anni fa; della bozza del nuovo regolamento la commissione ha recentemente discusso ed oggi ha promosso il confronto con le associazioni di categoria, alle quali è stata consegnata la bozza del nuovo regolamento; eventuali proposte e/o integrazioni dovranno pervenire, per iscritto, entro il prossimo 31 maggio. Le numerose associazioni intervenute hanno chiesto di poter disporre di questo tempo per approfondire le importanti novità illustrate prima dall’assessora Sardu e poi dai responsabili dei servizi; numerose le osservazioni soprattutto sugli aspetti tecnici, dalla zonizzazione adottata nella bozza di piano alle superfici degli impianti previste. Le associazioni si propongono di presentare un documento unitario di proposta e avviare un confronto sui parametri adottati.

Sono intervenuti i consiglieri Laura Bismuto (Dema), che ha condiviso la richiesta di tempo avanzata dagli operatori, evidenziando l’importanza che il regolamento dia spazio alla tutela del decoro e dell’estetica degli impianti; il consigliere Langella (Agorà) ha evidenziato l’importanza che gli operatori presentino un documento unitario, e ha spiegato che tutto il lavoro della commissione è volto a trovare soluzioni che recepiscano anche le loro esigenze.

Anche l’assessora Sardu ha invitato gli operatori ad avviare una collaborazione improntata alla reciproca responsabilità; saranno ben accolte le iniziative ragionevoli che andranno in questa direzione. “Anche la normativa nazionale è piuttosto datata (1993) – ha detto l’assessora Sardu – di qui la delicatezza del lavoro fatto per arrivare ad un testo molto atteso da tempo che, comunque, introduce importanti novità nel settore, e che racchiude in un unico documento la disciplina delle pubbliche affissioni ed il piano degli impianti pubblicitari. Sono state fatte precise scelte di campo – ha continuato l’assessora Sardu – ad esempio, sono state vietate le pubblicità di giochi con vincite in denaro; sono state ridotte le superfici disponibili ad ospitare le pubblicità, per contrastare la situazione caotica in città; è stata introdotta una nuova misura, quella del canone”.

“Il testo – ha spiegato la dirigente del servizio Polizia amministrativa Cetrangolo -, è più snello rispetto a quello della bozza di regolamento che il Consiglio non riuscì ad approvare nella precedente consiliatura: dalle 8 zone individuate in esso, si è ora passati a 4 sole zone, tra le quali particolari tutele sono previste per il centro storico e per il centro antico, che diventano quasi “pubblicità free” potendo ospitare solo impianti del Comune e solo su paline per salvaguardare il decoro, una tutela che viene estesa anche ai centri storici dei comuni aggregati a Napoli e ad alcune aree della zona occidentale, come Mostra d’Oltremare e Bagnoli. Gli spazi da concedere ai privati sono stati ridotti dai 43,5mila metri quadri a 36mila; alle pubbliche affissioni gestite dal Comune, sia di carattere istituzionale (che incide per 6.500 metri quadri) che commerciale sono attribuiti 11mila metri quadri. 2.500 metri quadri la superficie a disposizione sulle pensiline dei bus e 500 metri quadri per le edicole su suolo pubblico. Gli spazi per gli impianti pubblicitari su suolo pubblico saranno concessi a privati solo mediante concessione, a seguito di gara di evidenza pubblica. Una volta approvato, il nuovo regolamento entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020, anziché dal 1° gennaio 2019, e questo per avere il tempo di espletare e aggiudicare tutte le gare necessarie e consentire che scadano naturalmente le autorizzazioni finora rilasciate e prorogate innumerevoli volte nel corso degli anni.”

“Dal punto di vista delle entrate per il Comune – ha spiegato Pasquale Spalice del servizio Tributi – il regolamento compie la scelta del canone di installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP) che sostituisce l’imposta comunale di pubblicità, con l’effetto di semplificare anche nel caso di contenziosi in quanto le due tipologie sono soggette a diverse autorità giudiziarie. Il passaggio al canone ha imposto anche che tutti gli aspetti del rapporto tra amministrazione e contribuenti siano regolati nel testo. Dal punto di vista delle entrate, alla diminuzione di quelle conseguenti alla riduzione degli spazi pubblicitari, corrisponde un aumento per il canone che il Comune riscuoterà anche per impianti su suolo privato, come terreni e facciate di edifici. Dal punto di vista del servizio della pianificazione urbanistica – ha confermato l’architetto Ceudech – il lavoro di confronto sul regolamento è stato indirizzato a verificare la coerenza tra il piano regolatore generale e le zone individuate nel regolamento stesso”.

Una buona pratica di democrazia partecipata, ha concluso Solombrino, per ascoltare le esigenze di tutti e aggiornare finalmente la disciplina in un ambito così importante.

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