“La strategia per il contrasto all’evasione potrà essere compiutamente definita dal prossimo governo. Gli indirizzi programmatici di seguito indicati si riferiscono alla prosecuzione delle attività previste dall’attuazione del PNRR e, per quanto riguarda la riduzione del tax gap legata
all’efficientamento dell’Amministrazione finanziaria, alle indicazioni dell’Atto di indirizzo per il Conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 20222024. Alla luce delle indicazioni contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’obiettivo di riduzione del tax gap proseguirà, da un lato, mediante il rafforzamento della compliance e il potenziamento dei controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria e, dall’altro, attraverso l’efficientamento delle performance dell’Amministrazione finanziaria. Il primo obiettivo potrà essere perseguito innanzi tutto assicurando l’attuazione delle disposizioni di contrasto all’evasione fiscale, in parte già introdotte dai precedenti Governi, relative, ad esempio, alla previsione dell’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi nonché alle azioni di contrasto all’evasione e all’illegalità nel settore dei giochi nonché alle frodi fiscali”.

E’ quanto si legge nell’allegato IV “Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva” della Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2022, presentata al Senato dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con riferimento agli indirizzi del triennio 2022-2024.

“L’atto d’indirizzo per il triennio 2022-2024 – prosegue la relazione – prevede che la Guardia di Finanza, con specifico riferimento al contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali, orienti la propria azione sui fenomeni di illegalità economico-finanziaria maggiormente lesivi per il bilancio dell’Unione europea, dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali. (…). In particolare, nell’ambito delle sue specifiche competenze, il Corpo: (…) quale naturale interlocutore della Procura europea, rivolgerà la propria azione a tutela degli interessi finanziari unionali contrastando il contrabbando, le altre frodi nel settore doganale e i traffici illeciti internazionali. In tali ambiti e nei settori delle accise e del gioco pubblico, rafforzerà le sinergie con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli“.

Per quanto riguarda l’attività che svolge l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la relazione sottolinea che ADM “è autorità regolatoria e di vigilanza anche sanzionatoria nel campo delle Energie (oli minerali, energia elettrica, gas naturale, GNL, carbone), Alcoli, Tabacchi e assimilati, Dogane e Gioco pubblico. In tali ambiti, cura l’accertamento e la riscossione dei tributi ed esercita le funzioni ispettive di polizia tributaria, valutaria e giudiziaria”.

In merito all’attività di prevenzione nel settore “Accise e Monopoli”, tra i principali interventi di ADM c’è anche l’introduzione dell'”app “Gioco Sicuro”: applicazione realizzata da ADM nel 2021 per il contrasto al gioco illegale e per la promozione del gioco legale e responsabile”.

Per quanto riguarda l’attività di contrasto, alla voce fiscalità, nel complesso ADM ha incassato nel 2021 “un gettito pari a circa 73 miliardi di euro:

Nel 2021 si è assistito ad un generale incremento del gettito rispetto al 2020 in quasi tutti i settori core di ADM. Il maggiore incremento di gettito è stato registrato nel settore Dogane (+49% rispetto al 2020), indice della ripresa degli scambi e del commercio internazionale. Anche il settore dei Giochi ha registrato un incremento del 16% rispetto ai valori del 2020, dovuto soprattutto alla riapertura degli esercizi fisici. (…) ADM adotta modelli di gestione dei rischi e di intelligence, per prevenire e contrastare l’evasione tributaria e gli illeciti extra-tributari inerenti al traffico di merci e valuta, anche digitali, alle filiere degli alcoli, oli minerali, energia elettrica, gas naturale, giochi, tabacchi e assimilati. Svolge controlli, ispezioni e indagini, anche in collaborazione con le Forze di Polizia, organi internazionali e su delega dell’Autorità giudiziaria, anche contabile ed europea. Si riportano di seguito i risultati dell’attività di vigilanza per settore di competenza (…).

Accise e monopoli – Giochi

In Italia la regolamentazione del gioco distingue in maniera univoca i giochi non consentiti da quelli consentiti; per i primi viene fatto divieto assoluto di offerta da parte di chiunque e in qualsiasi forma, per i secondi l’offerta è subordinata ad apposita concessione, autorizzazione, licenza o altro titolo autorizzatorio. In particolare, al fine di contrastare i crescenti fenomeni di illegalità, ADM opera per una puntuale regolamentazione del settore, al fine di favorire sia l’offerta di nuove tipologie di intrattenimento telematico sia un efficace contrasto al gioco illegale. L’Agenzia partecipa attivamente all’Unità di Informazione sulle Scommesse Sportive del Ministero dell’Interno e presiede il Co.PRe.GI. – il Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori – di cui fanno parte il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il Comando Generale della Guardia di Finanza e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, la cui collaborazione è volta ad eseguire operazioni coordinate sul territorio per il contrasto del gioco illegale. Le aree dell’illecito riguardano essenzialmente i seguenti comparti: il gioco fisico/gioco a distanza mediante i cosiddetti “totem”; il gioco a distanza effettuato mediante i CTD (Centri Trasmissione Dati) o i PDR (Punti di Ricarica); l’alterazione degli apparecchi da divertimento (AWP e VLT); offerta di gioco illegale su siti web privi delle autorizzazioni previste.

I controlli eseguiti da ADM sono così classificati: controlli sui concessionari: consistono nella verifica della permanenza dei requisiti soggettivi
delle società e delle persone che rivestono ruoli decisionali all’interno delle stesse; controlli sugli esercizi di gioco: consistono in accertamenti condotti dal personale ADM sul territorio; controlli sul web: consistono nelle verifiche sui siti internet e nell’inibizione di quelli privi delle autorizzazioni previste; controlli sugli apparecchi da intrattenimento o piattaforme di gioco: si tratta di controlli tecnici sugli apparecchi da gioco e sulle piattaforme software di gestione delle reti e di erogazione del gioco, di cui si avvalgono i concessionari. Le attività oggetto di controllo comprendono tutti gli esercizi in cui vi è offerta di gioco lecito.

Il numero di esercizi controllati nel 2021 per il settore Giochi è pari a 10.874 (Tabella IV.1.2.7). L’indice di presidio del territorio è pari al 20% e può essere definito come il rapporto tra il numero di esercizi controllati (per tutti gli ambiti del gioco) e il numero degli esercizi censiti sui sistemi ADM. L’imposta accertata nel 2021, frutto dell’attività di contrasto all’evasione delle imposte nel settore Giochi, come illustrato nella Figura IV.1.2.3, fa registrare un aumento del 7,60% rispetto al 2020. La riduzione del numero di sanzioni irrogate dal 2019 ad oggi è dovuta dal fatto che la progressiva conoscenza del territorio da parte del personale ADM ha consentito di diminuire il numero di controlli, ma di aumentarne la qualità e il relativo tasso di positività.

Nel triennio 2019-2021, ADM ha condotto una costante attività (iniziata a partire dal 2014) di inibizione dei siti web irregolari che ha portato nel periodo all’inibizione di complessivi 1.535 siti”.

Per quanto riguarda la sintesi dei principali risultati conseguiti nel 2021 in materia di contrasto all’evasione, la relazione evidenzia, tra l’altro, il lavoro svolto dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli nel settore giochi. Di seguito i dati:

“L’attività di polizia tributaria e giudiziaria della Guardia di Finanza – aggiunge la relazione – mira a perseguire gli illeciti fiscali più gravi e insidiosi per gli interessi erariali, quali le frodi all’IVA e alle accise, le indebite compensazioni, le frodi sulle cessioni dei crediti d’imposta, l’evasione fiscale internazionale, l’economia sommersa, gli illeciti doganali, il gioco e le scommesse illegali. Complessivamente, nel corso del 2021, il Corpo ha eseguito 41.047 interventi e 10.729 indagini di polizia giudiziaria sequestrando beni per un valore complessivo di oltre 1,4 miliardi di euro per reati tributari e 1,36 miliardi di crediti d’imposta agevolativi in materia edilizia ed energetica inesistenti. (…)

Giochi e scommesse illegali

Il settore dei giochi e delle scommesse continua a registrare infiltrazioni della criminalità, che vede in questo comparto un veicolo per rafforzare il controllo del territorio e riciclare i proventi delle attività illecite “tradizionali” (estorsioni, usura, traffico di sostanze stupefacenti,
ecc.). Le principali modalità di utilizzo del settore a fini di riciclaggio sono la gestione di società che prestano servizi di gioco, ubicate spesso in Paesi off-shore, e l’effettuazione diretta di operazioni di gioco. Per quanto concerne le tradizionali metodologie di frode, oltre all’utilizzo di una “doppia scheda”, si registra sempre più di frequente il ricorso a software non autorizzati e l’utilizzo di piattaforme per la gestione “da remoto” degli apparecchi, sovente ubicate in Stati esteri. È emersa anche la proliferazione di punti di raccolta “misti”, centri legali che permettono di effettuare scommesse su circuiti illegali, e la diffusione di apparecchi terminali c.d. “totem”. In questo quadro generale, la Guardia di Finanza adotta un approccio multidisciplinare, volto a verificare il corretto adempimento delle prescrizioni recate dalle vigenti disposizioni fiscali, antiriciclaggio e di pubblica sicurezza, allo scopo di tutelare gli attori della filiera regolare del gioco dalla concorrenza sleale di operatori abusivi e i giocatori da proposte di gioco illegali, insicure e prive di alcuna garanzia. Nel 2021 i controlli e le indagini contro il gioco illegale ed irregolare hanno permesso di irrogare sanzioni per circa 7,7 milioni, di denunciare 554 soggetti, di scoprire 249 agenzie clandestine e di constatare una base imponibile evasa ai fini dell’imposta unica per oltre 375 milioni di euro“.

In merito allo stato di attuazione delle misure di contrasto dell’evasione incluse nel PNRR, la relazione chiarisce che “in relazione agli incentivi ai consumatori finalizzati ad innescare il c.d. contrasto di interessi tra acquirente e venditore e, quindi, ai casi prevalenti di evasione da omessa fatturazione, la Relazione M1C1-101 ha evidenziato le criticità e i limiti della misura del cashback che, pur essendo stato efficace nell’incentivare i pagamenti elettronici, non sembra avere dispiegato effetti significativi in termini di recupero di evasione. Anche alla luce dei notevoli oneri finanziari collegati a questo strumento, il Governo non ha ritenuto di riproporlo ma ha, in alternativa, valutato la fattibilità di interventi normativi volti a migliorare il funzionamento della lotteria degli scontrini che è uno strumento particolarmente efficiente dal punto di vista del rapporto tra costi e benefici potenziali. Questi interventi dovrebbero consistere sia in una revisione del sistema premiale, in modo da aumentare il numero di vincite, ancorché di importo ridotto, sia in una semplificazione della regolamentazione della lotteria (*)”.

infine, per quanto riguarda gli interventi per l’efficientamento dell’azione dell’Agenzia delle entrate, si pone “l’esigenza, da un lato, di generalizzare l’ambito di applicazione dei poteri istruttori – di cui al D.P.R. n. 600 del 1973 (ai fini delle imposte dirette) e al D.P.R. n. 633 del 1972 (ai fini IVA) – estendendolo a tutte le funzioni attribuite all’Agenzia delle entrate dall’articolo 62 del decreto legislativo n. 300 del 1999, dall’altro, di prevedere che, in assenza di una precisa disposizione normativa, il recupero delle somme dovute possa essere effettuato tramite l’utilizzo di un atto di recupero. La finalità di tali disposizioni – spiega la relazione – è quella di superare talune lacune normative che, nel corso degli anni, hanno creato diverse criticità operative, poiché l’ampliamento del perimetro dei controlli affidati all’Agenzia delle entrate non è stato sempre accompagnato da una disciplina di dettaglio riferita ai poteri istruttori utilizzabili e alla tipizzazione provvedimentale (ad es. a proposito di associazioni sportive dilettantistiche, imposta sugli intrattenimenti, canone RAI ordinario, imposta su aerotaxi, ecc.)”.

Nell’allegato III “Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva” della Nadef 2022 si legge inoltre: “Risultati eccellenti sono stati conseguiti, ad esempio, nel settore del Gioco Pubblico dove l’innalzamento dei livelli di controllo e dell’azione di contrasto all’illegalità realizzato nel corso del 2021, in stretto coordinamento col CoPReGI (il Comitato per la Prevenzione e la Repressione del Gioco Illegale), ha reso possibile un cospicuo aumento della raccolta”.

(*) L’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, l’Agenzia delle Entrate e Sogei, stanno lavorando all’implementazione del sistema informatico per la realizzazione della lotteria degli scontrini istantanea che sarà tecnologicamente pronta entro la fine del 2022. Il primo quadrimestre del 2023 sarà utilizzato per testare gli ambienti reali e verosimilmente nel secondo semestre 2023 potrà effettivamente entrare in funzione la tecnologia su tutto il territorio nazionale. Il processo di lavoro si articola lungo l’elaborazione di un sistema informatico e telematico che permetta, a tutti i registratori di cassa presenti sul territorio nazionale, di emettere un “QR-code” per la partecipazione alla lotteria all’atto dell’emissione dello scontrino fiscale. L’approccio che si sta utilizzando è quello di elaborare il sistema ottimale per minimizzare gli impatti sugli esercenti in termini di aggiornamento dei registratori di cassa e al contempo la massimizzazione della sicurezza di certificazione del sistema di gioco. Infatti, il sistema deve essere implementato con le certificazioni necessarie di sicurezza per evitare pagamenti di premi non dovuti (che si prevedono essere automatici essendo diverse centinaia di migliaia e con un controvalore di diverse decine di milioni di euro) rispetto a possibili contraffazioni di codice. Al termine dell’elaborazione informatica, ADM, d’intesa con ADE, adotterà (verosimilmente entro il 2022) i provvedimenti che la legge ha demandato alle Agenzie fiscali.

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