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(Jamma) – Sono un centinaio i “punti sensibili” a Monfalcone (GO) rispetto ai quali è stata vietata l’installazione di slot machine, comunque l’apertura di attività di intrattenimento che erogano vincite di denaro, ad una distanza inferiore ai 500 metri.

Si tratta in particolare di 95 “punti sensibili” complessivi rientranti in undici “categorie”. A partire dagli istituti scolastici di ogni ordine e grado (19 siti), considerando inoltre i centri di formazione professionale (4 siti). Quindi i luoghi di culto in ordine alle confessioni religiose (11 siti), gli impianti sportivi (9), le strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-sanitario con l’ospedale, il Cim di via Romana e le case di riposo di via Crociera e Blaserna, nonchè la Comunità protetta per i minori stranieri di via Timavo. Sono invece 21 i luoghi di aggregazione giovanile, tra ricreatori parrocchiali, la biblioteca, il Centro giovani, l’Area verde, le scuole di danza e musica delle associazioni, le società veliche, fino a comprendere i centri culturali islamici di via Duca d’Aosta e via Don Fanin. Rientrano anche il Centro diurno per gli anziani e l’Ute di via Bellini. E, ancora, gli uffici postali, gli istituti bancari e gli sportelli bancomat, per i quali sono state individuate 21 sedi, ma anche i Compro oro, con tre siti. Infine, la stazione ferroviaria.

L’amministrazione – si legge su ‘Il Piccolo’ – ha recepito i dettami di legge applicandoli in modo «asettico», mantenendo altresì la distanza minima di riferimento dei 500 metri.

«Abbiamo rispettato la legislazione regionale – ha osservato l’assessore al Commercio, Luca Fasan – attenendoci pertanto all’elenco dei “punti sensibili”. Riconosciamo evidentemente i rischi in ordine alla dipendenza da gioco d’azzardo e i problemi o patologie correlati, ma non è volontà dell’amministrazione comunale porci in modo aggressivo a questa materia. È stata quindi un’adozione delle norme asettica, nel rispetto di chi lavora. È altrettanto vero – ha aggiunto l’assessore – che è inutile assumere misure ulteriormente restrittive, considerata la vicinanza alla Slovenia, arrecando piuttosto un danno alle attività della città».

L’assessore ritiene peraltro utile la normativa regionale ai fini della chiarezza, nello stabilire i criteri per questa delicata materia.

«L’adozione della normativa – spiega Fasan – significa anche responsabilizzare gli stessi imprenditori delle attività commerciali, nel cautelarsi in ordine alla possibilità o meno di installare le apparecchiature. In sostanza è una doppia responsabilità, in termini di tutela dei luoghi sensibili e di chiarezza di strumenti legislativi ai fini della gestione delle proprie attività». La legge è chiara in merito alla distanza dei cinquecento metri, alla quale l’amministrazione si è attenuta.

«Ogni amministrazione locale – ha argomentato l’assessore Fasan – ha la facoltà di interpretare la norma, assumendosi evidentemente la relativa responsabilità. Noi abbiamo scelto di mantenere la linea dell’adozione asettica. Questo è un “assist” agli operatori che vogliono investire nel territorio. La questione piuttosto – conclude l’assessore al Commercio – sta nella volontà e nella consapevolezza delle persone ad approcciarsi a questa tipologia di gioco in modo corretto ed equilibrato».

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