mirabelli
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(Jamma) ”Negli ultimi tre anni, e in questa legislatura, abbiamo fatto per la regolamentazione del settore del gioco quello che non era mai stato fatto in dieci anni”. Così il senatore del Pd Franco Mirabelli intervenuto alla Festa dell’Unità di Mantova ad un incontro dedicato al gioco d’azzardo.

Mirabelli ha spiegato che il governo è intervenuto nel ridurre domanda e offerta di gioco, la prima con le limitazioni alla pubblicità, la seconda con la riduzione del 30 per cento delle slot dai bar e dai ristoranti, ovvero gli esercizi pubblici. ”Il riordino previsto dal governo prevede di eliminare le slot dai bar entro il 2019, e si potrà giocare solo nelle sale dedicate. Qui gli ingressi saranno controllati, si giocherà con tessera sanitaria, ci sarà personale formato in materia di gioco patologico e le macchine da gioco saranno meno aggressive”.

”Non sono d ‘accordo con chi dice che non abbiamo fatto abbastanza contro il gioco patologico, siamo intervenuti dove c’era una totale deregulation. I Comuni, senza regole dello Stato, hanno cominciato a porre dei limiti, con l’intesa di riordino Stato-Regioni abbiamo l’occasione di stabilire regole uniformi. Il proibizionismo non e’ mai la soluzione migliore, così come il rischio di concentrare le sale giochi in ‘zone rosse’ dedicate all’azzardo”.

”Alcune cose sono state fatte, altre sono in programma, come i meccanismi di controllo da applicare ai patrimoni delle concessionarie e dei gestori per evitare le infiltrazioni della criminalità. Si può fare di più anche sulla pubblicità”. ”Quello che possiamo fare in Conferenza Stato-Regioni a mio avviso è una riforma storica del settore” ha precisato Mirabelli ”usciamo da questa impasse delle distanze stabilendo di dimezzare i punti gioco e di dare la possibilità a Comuni e Regioni di stabilire loro dove vanno dislocate”. ”Il punto su cui dovremmo fare una battaglia parlamentare è quello della pubblicità. Non è possibile vietarla sulle tv generaliste e vedere le altre che invece invitano a fare scommesse. Dobbiamo impedirlo, così come dobbiamo far sì che le scommesse stiano fuori dal mondo del gioco”.

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