Con la pandemia il gioco d’azzardo illegale ha preso il posto della offerta regolare. Droga, rifiuti, medicinali e capi di abbigliamento contraffatti sono le categorie merceologiche che nel 2020 rispetto al 2019 hanno registrato il maggiore incremento nei quantitativi di merce sequestrata dalla Direzione Antifrode di ADM.

Sono i temi dell’audizione del Direttore Generale, Marcello Minenna (nella foto) oggi in Commissione Antimafia. “La chiusura del gioco legale per la pandemia ha prodotto una traslazione più o meno consapevole del giocatore verso un gioco illegale spesso legalmente vestito” ha dichiarato. “Se pensiamo che siamo passati nel gioco fisico da circa 75 miliardi a 40 miliardi vuol dire che mancano 35 miliardi di euro. Dato che lo shift sul gioco online è stato solo di 13/14 miliardi, non ci vuole molto per capire quanto manchi all’appello.

L’Agenzia è un ente di regolamentazione e vigilanza sul gioco legale, e se il gioco è regolamento una cosa è certa: quello illegale va represso. Al primo lockdown ADM ha dovuto cercare strumenti di vigilanza nuovi, o per i quali sarebbe stato necessario un intervento del legislatore. E sono arrivati attraverso il Parlamento e il Governo. Il Copregi è un Comitato che consente all’Agenzia di entrare in sinergia con GdF, Polizia e Carabinieri per coordinare le operazioni di repressione del gioco illegale e monitorare la legalità in questo settore. Proprio nel periodo del lockdown siamo intervenuti con controlli su oltre 200 sale, erogando sanzioni per centinaia di migliaia di euro. Continueremo a dare un segnale forte sul fatto che un conto è regolamentare un settore, un altro è violare le regole”.

In materia di sequestri di droga si è registrata una crescita che, in un solo anno, ha visto triplicare i quantitativi sequestrati: nel 2020 sono stati sequestrati 27.895 chilogrammi di stupefacenti rispetto ai 9.512 chili del 2019. Un incremento che si deve quasi interamente all’attività nei porti e, in particolare, a quanto realizzato a Gioia Tauro dove dai 1.930 kg sequestrati nel 2019, si è passati a ai 6.447 del 2020 e dove, da quando il Direttore Minenna ha assunto l’interim della direzione regionale (gli ultimi 3 mesi) sono stati sequestrati ben 2.670 Kg.

Oppure i rifiuti: sequestrati nel 2020 7,31 milioni di chili a fronte dei 2,25 milioni del 2019. Più che triplicati. Anche in questo caso, la maggior parte nei porti (oltre 7 milioni di kg). Crescono anche i sequestri di medicinali: 2.192 chili nel 2020 rispetto ai 1.509 del 2019. In questo caso, le maggiori quantità sono state sequestrate negli aeroporti (1.025 kg), nonostante il calo dei viaggiatori dovuto alla pandemia, ma i sequestri di medicinali nei porti, in quantità  trascurabili in termini di peso nel 2019, sono passati a 950 chili nel 2020.

Per quanto riguarda la contraffazione in ambito moda – abbigliamento, scarpe e accessori – la quantità di merce sequestrata è quasi quadruplicata: da 1,56 milioni di pezzi nel 2019 a 5,71 milioni nel 2020. Anche in questo caso la maggior parte nei porti (4,58 milioni di pezzi nel 2020 a fronte di 1,1 nel 2019), mentre si nota che a causa della pandemia sono crollati i sequestri ai valichi di frontiera (659 pezzi nel 2020 rispetto agli 8.754 nel 2019) ma aumentati negli aeroporti nonostante il calo dei viaggiatori (909 mila nel 2020 contro i 47 mila nel 2019).

Stabili o in calo i sequestri di merce solitamente al seguito dei passeggeri a causa della forte contrazione del traffico dovuta alla pandemia. Si pensi, ad esempio, che da 193 milioni di passeggeri nel 2019 si è passati a soli 53 milioni nel 2020. A fronte di una riduzione dei passeggeri del 72,5 per cento, il denaro sequestrato negli aeroporti è rimasto sostanzialmente stabile (da 6,46 milioni di euro nel 2019 a 6,28 milioni nel 2020), mentre dove si è avuto il crollo è comprensibilmente nei sequestri ai valichi di frontiera (da quasi 9 milioni a 215 mila euro).

Rispondendo alle domande di senatori e deputtai in materia di gioco Minenna ha spiegato che “tutte le giocate online sono sottoposte ad una tracciatura che ha il codice di gioco che identifica il codice fiscale dell’utente, quindi c’è una tracciatura ben più accurata del gioco fisico che ci consente una verifica importante della operatività, delle ricorrenze di eventuali operazioni complesse, di quelle che attraverso miriadi di giocate, pur senza grandi vincite o perdite sono funzionali a trasferire liquidità. Sono strumenti di analisi quantitativa che ci consentono di identificare questi possibili schemi ripetitivi che nascondono in buona parte riciclaggio o trasferimenti di liquidità”.

E ancora: “Circa le infiltrazioni criminali è di tutta evidenza che quando troviamo teste di legno che con un reddito basso giocano centinaia di migliaia di euro qualcosa non funziona e scattano i controlli. I controlli sono diversi tra fisico e online, e il motivo è semplice: nel gioco online c’è una tracciatura costante e puntuale del giocatore, in quello fisico non è possibile. Anche l’utilizzo della tessera sanitaria diventa spesso più di forma che sostanza, è facilmente superabile. Una cosa è certa, nell’online abbiamo avuto volumi crescenti nel 2020 e in molto casi abbiamo comunque trovato giocatori la cui attività, secondo noi, celava trasferimenti di liquidità. L’Agenzia controlla, insieme ai concessionari, la regolarità contributiva degli esercenti e verifichiamo i requisiti previsti dall’Antimafia”.

Infine: “Il Copregi è andato a scovare molti negozi di gioco che consentivano qualcosa che la legge non consente. L’Agenzia utilizza già il sistema Smart, che metteremo poi a disposizione del cittadino finale così quando andrà davanti un punto di gioco potrà capire se è legale, illegale o un pvr. Questa app, entro l’estate, permetterà di capire se stiamo entrando in un negozio di gioco legale. In questo modo il cittadino può anche comunicare all’Agenzia dove sono i punti di gioco illegali”.