“Quando nel febbraio di due anni ha assunto la direzione dell’ADM ho fatto una serie di considerazioni. Oggi l’agenzia è regolata da oltre 3.500 norme. La prima complessità è stata proprio questa: una incredibile stratificazione normativa. Molte norme risalgono alla fine del 1800. Quello che trovai è che la fusione di varie amministrazioni non aveva facilitato l’operatività. Difficile fare repressione se prima non si mette mano al quadro regolamentare”. Così Marcello Minenna, direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in apertura del suo intervento al convegno sul tema “Gambling: infiltrazioni mafiose nel gioco legale”.

“Ho chiesto per prima l’estensione della qualifica di polizia giudiziaria ai funzionari. Nella mia verifica di vigilanza regolamentare mi rendo conto che mancavano dei ‘pezzi’, forse per sciatteria. In questi due anni ho visto tante nostre proposte normative entrare e uscire, ritenute inammissibili. Siamo invece riusciti a rendere operativo il COPREGi, e lo dico meno male, visto lo scoppio della pandemia. In questa fase solo per il 40% c’è stato un trasferimento dal gioco fisico all’online. Per il resto non è avvenuto e questo rappresentava una anomalia. Abbiamo quindi stilato protocolli con le forze di polizia  arrivando a chiudere oltre 200 punti di gioco irregolare, su oltre 100 comuni, elevato multe per 50 milioni di euro e trovato liquidità per 60 milioni di euro. Ora lo strumento del COPREGi va in automatico, e questo perché se si definisce uno schema si riesce ad operare in maniera sinergica.

Il problema – spiega Minenna – è che gioco legale e illegale seguono schemi diversi e innovativi. Nel gioco legale l’operatività è simile al mercato finanziario, e non a caso abbiamo messo in campo una squadra di professionalità con questo tipo di competenze. Il Gruppo di anomalie sviluppa tecniche di analisi quantitative attraverso le quali riscontra le anomalie su eventi sui quali si scommette. Oppure la pratica del frazionamento delle scommesse. E poi il problema dei trasferimenti di somme, di liquidità: giocatore ricorrenti che non vincono molto ma che operano per spostare la liquidità, analogamente a quello che si faceva negli anni ’90 in Borsa. L’Agenzia in questi due anni si è molto rinnovata dando un contributo notevole all’attività e alla ricerca di anomali, ma il tema è che per quanto noi possiamo creare sistemi di controllo, c’è una falla: il fatto è che non è una autorità di vigilanza. E per farlo servano interventi normativi adeguati. Parlando del gioco legale va detto che serve una azione di prevenzione. A questo proposito ho fatto varie audizioni spiegando che servivano norme per consentire l’azione di vigilanza, ma quelle proposte sono sempre state considerate inammissibili. E dietro tutto questo ci sono questioni di etica, che nascondono la vigilanza. Mi chiedo: che ci vuole a creare sistemi che monitorizzano il giocatore e andare a segnalare se dietro quella operatività ci sono anomalie? Ma molte sono le resistenze, e io ritengo che siano superabili. Se vogliamo continuare con questa stratificazione delle norme che rendono impraticabile l’operatività, vedi le proroghe delle gare di concessione, vedi le norme locali e regionali, non si fa altro che rendere impossibile l’applicazione di disposizioni adeguate ed efficaci.

Per quanto riguarda il gioco illegale – osserva ancora il direttore generale dell’Adm – è vero che si concretizza attraverso le criptovalute e il dark web. E’ chiaro che se non hai una alternativa regolata e vigilata, non puoi contrastare ciò che è illegale. Questo è un aspetto che richiede a monte un modus fisiologico. Forse arriveremo ad una fase in cui il volume del gioco illegale superare il legale. La criminalità punta al gioco legale per riciclare il denaro sporco, è vero, ma va detto il perché. Il gioco legale restituisce oltre il 75% , tutti sappiamo bene qual è la commissione che la criminalità paga per il riciclaggio. E’ anche per questo che serve una importante riforma del gioco: o si migra il modello dell’agenzia verso un modello di autorità regolazione o sarà veramente difficile seguire un fenomeno così evolutivo e che movimenta svariati centinai di miliardi di euro”, conclude Minenna.