Le Commissioni Affari Costituzionali e Cultura della Camera hanno reso ieri parere favorevole alla Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014.

Valentina Corneli (M5S), relatrice, rileva come il Comitato permanente per i pareri sia chiamato a esaminare, ai fini del parere alla III Commissione Affari esteri, il disegno di legge C. 1638, approvato dal Senato, recante ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014. In via preliminare segnala come la Convenzione di cui si propone la ratifica, aperta alla firma il 18 settembre 2014 durante la XIII Conferenza dei Ministri dello sport degli Stati membri del Consiglio d’Europa a Macolin/Magglingen (Svizzera), intenda costituire uno strumento specifico, in grado di riunire ed integrare tutte le misure preventive e repressive già previste in ambito di corruzione e riciclaggio, per un’efficace lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, potenziando nel contempo il profilo della cooperazione internazionale. Quanto al contenuto della Convenzione, che si compone di un preambolo e 41 articoli, suddivisi in nove capi, con l’articolo 1 vengono individuati lo scopo della Convenzione ed i suoi obiettivi principali. Quanto al primo, esso consiste nel combattere la manipolazione delle competizioni sportive al fine di proteggere l’integrità e l’etica dello sport, in conformità al principio dell’autonomia del medesimo. A tal fine, gli obiettivi della Convenzione consistono nella prevenzione, identificazione ed applicazione di sanzioni alle manipolazioni ad ogni livello territoriale delle manifestazioni sportive, e nella promozione della cooperazione tra le autorità pubbliche, le organizzazioni sportive e quelle coinvolte nelle scommesse, a livello internazionale e nazionale, contro tale fenomeno.

Ai sensi dell’articolo 2, i princìpi guida ai quali deve ispirarsi la lotta alla manipolazione delle competizioni sportive sono costituiti dai diritti dell’uomo, dalle regole di legalità e di proporzionalità, dalla protezione della vita privata e dei dati personali. L’articolo 3 reca le definizioni dei termini ricorrenti nella Convenzione, mentre l’articolo 4 illustra gli strumenti di prevenzione e coordinamento interno che devono essere adottati dalle Parti e l’articolo 5 riguarda la valutazione e gestione dei rischi. Con l’articolo 6 le Parti sono sollecitate ad incoraggiare educazione e sensibilizzazione alla lotta alla manipolazione delle competizioni sportive. Le misure concernenti le organizzazioni sportive e gli organizzatori di competizioni incoraggiati dalle Parti ad adottare ed attuare regole che contrastino la manipolazione sono oggetto dell’articolo 7. L’articolo 8 prevede che ciascuna Parte adotti le misure legislative o di altra natura necessarie ad assicurare la trasparenza dei finanziamenti pubblici riconosciuti alle organizzazioni sportive stabilendo, altresì, la possibilità che tale finanziamento possa essere in tutto o in parte ritirato quando l’organizzazione sportiva non applichi in modo efficace i regolamenti sulla lotta alla manipolazione delle competizioni sportive. Ai sensi dell’articolo 9 ciascuna Parte è tenuta a identificare una o più autorità responsabili, nell’ambito del proprio ordinamento giuridico, dell’attuazione dei regolamenti sulle scommesse sportive e dell’applicazione delle pertinenti misure per combattere la manipolazione delle competizioni sportive in relazione alle scommesse. Tale autorità è individuata per l’Italia, ai sensi dell’articolo 3 del disegno di legge di ratifica, nell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Tra le misure previste segnala il tempestivo scambio di informazioni con altre pertinenti autorità o piattaforme nazionali su scommesse illegali, irregolari o sospette, la limitazione dell’offerta di scommesse sportive, il ricorso sistematico in tale ambito a mezzi di pagamento tracciabili. L’articolo 10 contiene le misure riguardanti gli operatori di scommesse sportive. La Convenzione fa carico agli Stati parte di individuare e di adottare, in conformità con la legge applicabile e con la giurisdizione interessata, i mezzi più efficaci di lotta contro le scommesse illegali; a tale fine, l’articolo 11 indica talune ipotesi quali: il blocco o limitazione diretta o indiretta dell’accesso agli operatori « remoti » di scommesse illegali e la chiusura degli operatori stessi; il blocco dei flussi finanziari tra gli operatori di scommesse illegali e i consumatori; il divieto per gli operatori di pubblicizzare le loro attività; la sensibilizzazione dei consumatori verso i rischi connessi alle scommesse illegali. L’articolo 12 riguarda lo scambio di informazioni tra le autorità pubbliche, le organizzazioni sportive e gli operatori delle scommesse. L’articolo 13 pone in capo alle Parti l’individuazione di una Piattaforma nazionale incaricata di affrontare la manipolazione delle competizioni sportive, che dovrà fungere da centro di informazioni, raccogliendo e trasmettendo i dati rilevanti alle autorità ed alle organizzazioni interessate. Essa si occuperà, inoltre, di coordinare la lotta alla manipolazione delle competizioni sportive; di ricevere, centralizzare e analizzare le informazioni relative a scommesse « atipiche » e sospette su competizioni sportive che si svolgano nel territorio degli Stati parte, emettendo, se del caso, gli opportuni « allerta »; di trasmettere informazioni alle autorità o alle organizzazioni sportive e agli operatori di scommesse, segnalando possibili infrazioni delle norme indicate dalla Convenzione stessa; di cooperare con tutte le organizzazioni e le autorità interessate a livello nazionale e internazionale, comprese le piattaforme nazionali degli altri Stati. L’articolo 14 riguarda le misure di protezione dei dati personali. Gli articoli da 15 a 18 contengono previsioni in tema di diritto penale sostanziale  ispirate all’esigenza che la manipolazione delle competizioni sportive sia espressamente sanzionata dal diritto interno degli Stati parte così da poter essere punita in modo adeguato. L’articolo 19 contiene norme in materia di giurisdizione. L’articolo 20 reca le misure per ottenere prove elettroniche. L’adozione, da parte degli Stati parte, di misure idonee ad assicurare sul piano interno l’efficace protezione di informatori, testimoni e loro familiari è contemplata dall’articolo 21. Con l’articolo 22 è fatto carico alle Parti di adottare le misure legislative o di altra natura necessarie ad assicurare che i reati di cui agli articoli da 15 a 17 della Convenzione commessi da persone fisiche siano punibili mediante sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, ivi comprese quelle privative della libertà personale che possono dare luogo ad estradizione, in base a quanto previsto dalle rispettive legislazioni domestiche. L’articolo 23 riguarda l’applicazione di sanzioni alle persone giuridiche; nel novero di tali misure rientrano, oltre alle sanzioni pecuniarie, forme di interdizione temporanea o definitiva dall’esercizio di un’attività commerciale, ipotesi di commissariamento giudiziale e lo scioglimento. L’articolo 24 riguarda l’adozione di sanzioni di natura amministrativa, mentre con l’articolo 25 vengono regolate le misure di sequestro e di confisca. Gli articoli da 26 a 28 sono dedicati alla cooperazione internazionale giudiziaria. L’articolo 29 è dedicato alla trasmissione, da parte degli Stati Parte, al Segretario generale del Consiglio d’Europa, delle informazioni sulle misure adottate per dare attuazione alla Convenzione. Ai sensi dell’articolo 30 viene istituito un Comitato di follow-up della Convenzione costituito da rappresentanti delle Parti (anche in numero superiore ad uno), ciascuna delle quali ha a disposizione un voto. Le funzioni del Comitato, il quale è responsabile della verifica dell’attuazione della Convenzione, sono individuate dall’articolo 31: all’organismo è riconosciuta, tra il resto, la facoltà di formulare raccomandazioni alle Parti sia in materia di misure per la cooperazione internazionale, sia in riferimento ai requisiti per gli operatori di scommesse sportive. Gli articoli da 32 a 41 disciplinano, rispettivamente: la firma e l’entrata in vigore della Convenzione (articolo 32); gli effetti della Convenzione e i suoi rapporti con altri strumenti internazionali, rispetto ai quali si precisa che la Convenzione integra i trattati multi o bilaterali applicabili tra le Parti (articolo 33); le condizioni e le garanzie (articolo 34); l’applicazione territoriale (articolo 35); la clausola circa l’applicazione della Convenzione da parte degli Stati federali (articolo 36); il regime delle riserve (articolo 37); le modifiche alla Convenzione (articolo 38), la risoluzione delle controversie, che sono rimesse a negoziato, conciliazione o arbitrato (articolo 39); la denuncia della Convenzione, che ha effetto dopo tre mesi dalla notifica al Segretario generale del Consiglio d’ Europa (articolo 40) e lanotifica alle Parti degli strumenti di ratifica e dell’entrata in vigore della Convenzione (articolo 41). Quanto al contenuto del disegno di legge di ratifica, gli articoli 1 e 2 recano, rispettivamente, l’autorizzazione alla ratifica e l’ordine di esecuzione. Gli articoli da 3 a 5 introducono disposizioni di adeguamento dell’ordinamento nazionale alle previsioni della Convenzione. In particolare, l’articolo 3 individua nell’Agenzia delle dogane e dei monopoli l’autorità per la regolamentazione delle scommesse sportive prevista dall’articolo 9 della Convenzione. L’articolo 4 prevede la confisca penale obbligatoria, anche per equivalente, dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo di delitti di frode in competizioni sportive o di esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa, in attuazione dell’articolo 25 della Convenzione. L’articolo 5 reca la previsione della responsabilità amministrativa degli enti in caso tali reati siano commessi a loro vantaggio, in attuazione degli articoli 18 e 23 della Convenzione. L’articolo 6 reca la clausola di invarianza finanziaria, mentre l’articolo 7 prevede l’entrata in vigore della legge il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Per quanto attiene al rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite, rileva come il provvedimento si inquadri nell’ambito delle materie « politica estera e rapporti internazionali dello Stato » e « ordinamento penale », demandate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, rispettivamente lettere a) e l), della Costituzione. Formula quindi una proposta di parere favorevole. Il Comitato approva la proposta di parere della relatrice.

Felice Mariani (M5S), relatore, riferisce che il disegno di legge sul quale la Commissione è chiamata ad esprimere il parere, già approvato dal Senato, autorizza la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014, e detta disposizioni di adeguamento dell’ordinamento interno italiano alla Convenzione. Ricorda che nella XVII legislatura venne presentato un analogo disegno di legge (Atto Camera n. 4303) che fu approvato dalla Camera il 22 novembre 2017, ma non ha completato il suo iter a causa della fine della legislatura. Precisa che la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive è intesa a prevenire, individuare e sanzionare la manipolazione delle competizioni sportive, coinvolgendo tutte le parti interessate a tale obiettivo, ossia le autorità pubbliche, le organizzazioni sportive e gli operatori di scommesse sportive. Nel testo della Convenzione in esame l’espressione « manipolazione di competizioni sportive » non si riferisce esclusivamente alla competizione che vede il confronto di atleti o squadre e nemmeno alla sola manipolazione del risultato finale di una competizione sportiva, ma più in generale a tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato di una competizione sportiva, volte a interferire in tutto o in parte con il carattere imprevedibile della competizione stessa per ottenere un indebito vantaggio personale o in favore di terzi. Sottolinea che la crescente commercializzazione degli eventi sportivi e la loro esposizione mediatica hanno favorito un consistente incremento degli interessi economici legati ad alcuni risultati sportivi ed incentivato lo sviluppo di nuove attività, sia lecite sia illecite. Due fenomeni peculiari sono emersi in tale contesto: il moltiplicarsi delle tipologie di scommesse disponibili e lo sviluppo di un consistente mercato illegale capace di offrire margini di rendimento particolarmente elevati, in grado di attirare le organizzazioni criminali che dalla manipolazione delle competizioni sportive su cui sono effettuate le scommesse traggono enormi ricavi, riciclando, in tal modo, denaro di provenienza illecita. La Convenzione in esame rappresenta uno strumento in grado di riunire tutte le misure preventive e repressive per un’efficace lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, potenziando nel contempo il profilo della cooperazione internazionale. Riferisce che il testo della Convenzione si compone di un preambolo e 41 articoli. Lo scopo della Convenzione è combattere la manipolazione delle competizioni sportive al fine di proteggere l’integrità e l’etica dello sport, in conformità al principio dell’autonomia del medesimo. Gli obiettivi consistono nella prevenzione, identificazione ed applicazione di sanzioni alle manipolazioni ad ogni livello territoriale delle manifestazioni sportive e nella promozione della cooperazione tra le autorità pubbliche, le organizzazioni sportive e quelle coinvolte nelle scommesse, a livello internazionale e nazionale, contro tale fenomeno. I princìpi guida ai quali deve ispirarsi la lotta alla manipolazione delle competizioni sportive sono costituiti dai diritti dell’uomo, dalle regole di legalità e di proporzionalità, dalla protezione della vita privata e dei dati personali. In particolare, l’articolo 6 sollecita le Parti ad incoraggiare l’educazione, la formazione la sensibilizzazione e la ricerca finalizzate alla lotta alla manipolazione delle competizioni sportive. A sua volta, il disegno di legge di autorizzazione alla ratifica è composto da 7 articoli. Gli articoli 1 e 2 prevedono, rispettivamente, l’autorizzazione alla ratifica e l’ordine di esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive. Gli articoli da 3 a 5 introducono disposizioni di adeguamento dell’ordinamento nazionale alle previsioni della Convenzione. Come spiegato nella relazione illustrativa del disegno di legge di ratifica presentato al Senato (A.S. 773), il Governo ritiene che non abbisognino di adeguamento le restanti parti della Convenzione, in quanto il nostro ordinamento prevede già misure di prevenzione delle frodi sportive e forme di cooperazione tra le società sportive e le autorità pubbliche di regolamentazione (articoli 1-14 della Convenzione) e persegue penalmente le condotte di frode nelle competizioni sportive attraverso le fattispecie di reato previste dalla legge n. 401 del 1989 (articoli da 15 a 28 della Convenzione). Per i profili che necessitano invece di adeguamento, l’articolo 3 del disegno di legge dà attuazione nel nostro ordinamento all’articolo 9 della Convenzione, che invita gli Stati a identificare un’autorità responsabile per la regolamentazione delle scommesse sportive e per l’applicazione di misure di contrasto delle manipolazioni delle competizioni. L’autorità competente viene individuata dal legislatore nell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Ricorda, infatti, che l’Agenzia, in veste di amministrazione dei monopoli, è garante della legalità e della sicurezza in materia di gioco e svolge funzioni di controllo sulla produzione e vendita dei tabacchi al fine di assicurare il regolare afflusso delle imposte. L’articolo 5 introduce nel decreto legislativo n. 231 del 2001 la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati di frode in competizioni sportive e di esercizio abusivo di giochi e scommesse, dando così attuazione all’articolo 23 della Convenzione. In particolare, il disegno di legge inserisce un nuovo articolo 25-quaterdecies nel catalogo dei reati che costituiscono presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, prevedendo specifiche sanzioni pecuniarie per la commissione dei reati di frode nelle competizioni sportive e di scommesse illecite). L’articolo 6 del disegno di legge prevede che si sia attuazione alle disposizioni della legge di ratifica con le risorse disponibili a legislazione vigente, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Sottolinea, infine, che ciò che la Convenzione sottoposta a ratifica vuole salvaguardare sono il ruolo e la funzione principale dello sport, che, per definizione e per sua stessa natura, esclude ogni forma di inganno e di sopraffazione. Lo sport, infatti, deve poter essere vissuto, da chi lo pratica e da chi vi assiste, come un mondo ordinato di confronti e scontri leali; per i giovani, in particolare, deve essere la prima grande scuola di lealtà e trasparenza. Conclude formulando una proposta di parere favorevole. Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.