Approvato dal consiglio regionale delle Marche il “Piano sociosanitario 2019-2021.” Il provvedimento, al centro di numerose polemiche politiche, sociali e territoriali, è stato votato a maggioranza, con 16 voti favorevoli, 9 contrari (M5S, Lega, FdI e FI). Si sono invece astenuti Busilacchi (Art.1) e Marconi (Udc-Popolari Marche). L’aula ha quindi respinto l’ordine del giorno della Vicepresidente della commissione Sanità, Elena Leonardi (FdI), che chiedeva il rinvio dell’approvazione del Piano alla prossima legislatura mancando pochi mesi alla fine di quella in corso. Dibattito acceso e forti critiche dalle opposizioni, con 50 emendamenti esaminati prima del voto finale.

“Sono un convinto sostenitore di questo Piano che va approvato per tutto il lavoro di partecipazione portato avanti nella sua fase di elaborazione. Come tutti gli strumenti di alta programmazione andrà perfezionato negli anni per rispondere a nuove esigenze con le giuste strategie. Ma è un Piano che ha tanti contenuti da sviluppare, che impegnerà, nei prossimi anni, chi lavorerà nella sanità, con una strada e una strategia ben delineate”. Lo ha detto il presidente Luca Ceriscioli, nel suo intervento in Aula, nel corso della seduta. “È stato fatto un lavoro di grande partecipazione, con due anni di gestazione condivisa che hanno coinvolto il territorio – ha continuato – È stata la dimostrazione che, con gli strumenti di partecipazione, si cambia il livello di programmazione, perché la parte da privilegiare è la sanità territoriale, in quanto quella per acuti ha già i suoi percorsi ben delineati”.

Quella delle Marche, ha continuato, “è una delle migliori sanità italiane, che vive problemi comuni alle altre sanità regionali, come il sotto finanziamento rispetto ai parametri europei o le questioni della specialistica. Molti temi branditi come una clava, durante il dibattito, in realtà sono temi nazionali. La differenza tra chi cavalca le questioni e chi programma sta proprio qui: nella consapevolezza che tutto non si può fare, ma con l’orgoglio di poter raccontare risultati già conseguiti, come il grande lavoro sulle liste di attesa e i 430 milioni di investimenti sanitari strutturali realizzati”.

Il Piano prevede, tra l’altro, di “organizzare attività di promozione del benessere nelle scuole, anche con il supporto di peer basate sul potenziamento delle “life skills” nel contrasto alle pressioni sociali che condizionano i comportamenti individuali e di gruppo nell’uso di sostanze psicoattive legali ed illegali e comportamenti di gioco d’azzardo”.

Inoltre: “A fianco dell’organo Consultivo sono presenti tavoli tecnici monotematici, come quello delle Dipendenze patologiche (Gioco d’Azzardo), quello sul Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA) e quello relativo all’implementazione dell’intesa della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Comuni sui principali Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) riguardanti le seguenti patologie mentali: disturbi schizofrenici, disturbi dell’umore (bipolari e depressivi), comorbilità psichiatrica e disturbi gravi di personalità”.