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“Possiamo senza dubbio affermare che l’Italia stia vivendo uno dei momenti peggiori nel corso della sua storia per quanto attiene le libertà economiche. Siamo basiti di come il Governo abbia anche solo lontanamente potuto pensare di aumentare nuovamente la tassazione su generi di Monopolio quali il gioco pubblico ed il tabacco, come lo siamo per quanto riguarda la tassazione sulle assicurazioni.

La cosiddetta “manovra del popolo” va ancora una volta a colpire il popolo stesso, danneggiandolo nel breve e nel lungo periodo. In poche ore i nostri esperti hanno potuto stimare che saranno oltre 20.000 i posti di lavoro a rischio solo nel settore del gioco pubblico, ma potrebbero addirittura essere il doppio. C’è chi parla di azzardo quale moltiplicatore economico negativo senza rendersi conto che si tratta di un settore che occupa oltre 150.000 persone e rappresenta la più importante fonte di gettito per l’erario statale, oltre 9 miliardi di euro all’anno.

I promotori dell’aumento della tassazione sui giochi si rendono però bene conto dell’aumento immediato del gettito che ricaverà lo Stato grazie al famigerato gioco d’azzardo che dicono di voler combattere attraverso una guerra senza frontiere, ma non considerano minimamente che a fronte di 13.000 italiani in cura per la dipendenza patologica da gioco, ve ne sono oltre 150.000 che vivono grazie al gioco lecito, senza tenere di conto delle loro famiglie. Non tengono inoltre conto che a causa dell’aumento della tassazione sui giochi dell’1,5% circa in appena 8 mesi, lo Stato incasserà di più per i primi mesi del 2019, salvo poi incassare sempre meno nei mesi e negli anni successivi a causa del fallimento di numerose imprese nel settore stesso.

Non parliamo poi del colpo di grazia inferto all’industria del tabacco italiano, già da tempo in crisi per la competizione internazionale, non dimentichiamo inoltre l’intera filiera, i lavoratori che perderanno anche in questo settore il loro posto, per non parlare dell’ennesimo colpo inferto ai Tabaccai italiani, micro imprenditori, rete d’eccellenza e presidi dello Stato sull’intero territorio nazionale. Concludiamo non dimenticando l’aumento della tassa nel settore assicurativo che non potrà che ricadere sulle tasche dei consumatori, quindi su tutti noi cittadini.

Dopo il decreto dignità che secondo Confindustria costerà al Paese oltre 50.000 posti di lavoro, grazie al documento economico finanziario vediamo all’orizzonte il fallimento di migliaia di imprese e vediamo volare via altre decine di migliaia di posti di lavoro. Da parte nostra, sconvolti da queste misure, vi è il più accorato appello a quelle forze e a quelle persone che rappresentano lo spirito liberista di questa maggioranza politica ad intervenire prima che sia troppo tardi e che i danni all’Italia siano irreversibili. Stiamo divenendo il Paese europeo dove sarà più difficile in assoluto fare imprese e lavorare, nonché dove l’assistenzialismo più nocivo sta prendendo piede”.

Così il Direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman Institute, Alessandro Bertoldi, sul def in discussione in queste ore.

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