Il Ministero dell’Economia e delle Finanze studia la proroga onerosa di 36 mesi per quanto riguarda le concessioni del gioco pubblico. La misura, secondo quanto riporta Milano Finanza, potrebbe confluire nel maxiemendamento alla manovra di bilancio approvata lo scorso giovedì 28 ottobre dal Consiglio dei Ministri e il cui testo definitivo è atteso in Senato entro venerdì. L’intervento è stato a lungo una delle richieste degli operatori del comparto, che contribuisce all’erario con 7,2 miliardi, considerata l’impossibilità di delineare un quadro preciso per espletare i bandi di gara a causa della pandemia.

Intervenendo il 20 ottobre all’evento “Gioco pubblico, legalità e tutela dei consumatori”, organizzato da Lottomatica, il sottosegretario al Mef con delega ai giochi, Federico Freni, aveva spiegato: “Quella che il mondo del gioco avanza è una necessità strutturale, un diritto. Il gioco è un settore ad altissimo impatto di gettito, uno dei settori con il maggiore impatto. Anche nei settori del gioco dove non c’è un impatto di gettito alto c’è comunque un impatto alto dal punto di vista occupazionale. E’ un comparto che deve avere una regolamentazione omogenea, stabile, affidabile. Il settore dovrebbe avere una regolamentazione in grado di consentire standard normativi alti, invece abbiamo una regolamentazione pessima, che non garantisce a nessuno di poter operare come un paese civile vorrebbe che si operasse. Se qualcosa devo fare è quello di provare a garantire una regolamentazione, è non stiamo parlando di qualcosa di difficile, non è un comparto nuovo, sappiamo come regolarlo, dobbiamo volerlo fare e l’impegno è a farlo, non abbiamo anni per avere una regolamentazione, non possiamo continuare a dare proroghe annuali, perchè queste generano incertezza, non consentono alle imprese di pianificare”.

E ancora: “Stavolta si devono garantire proroghe ma questo va fatto in un’ottica di riordino. Il settore deve poter finalmente andare alla pari con il resto d’Europa”. Riordino al quale si procederà con un disegno di legge delega, previsto anche tra i collegati al disegno di legge di Bilancio, il cui percorso dovrebbe iniziare dal Senato.